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Pubblicato l'orario delle lezioni in vigore da Lunedì 3 ottobre

 

Messaggio inaugurale a.s. 2016-'17 del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

 

X edizione Booktrailer Film Festival: Presentazione e Bando di Concorso

  

Pubblicato l'informativa: Sistema di Inclusione Attiva – CARTA SIA - Piano Nazionale Povertà e Inclusione

 

 

 

15 settembre 2016

In un certo senso oggi è anche per me un primo giorno di scuola e la mia emozione non è poi così diversa da quella degli studenti che iniziano il loro corso di studi liceale.  Infatti, è appena iniziato il mio nuovo incarico di dirigente scolastico presso il Liceo Classico “Perticari”, un incarico che intendo assolvere con il massimo impegno professionale, con passione e con altrettanta disponibilità all’ascolto e al confronto. 

Il mio compito essenziale è coordinare e valorizzare le risorse umane e professionali della scuola, affinché un ambiente di lavoro sereno, collaborativo e stimolante possa costituire le fondamenta di un ambiente di apprendimento altrettanto impegnativo, vivace  e gratificante per gli studenti.

Non sono un imprenditore, ma l’esperienza educativa e formativa quotidiana della nostra comunità scolastica  è di certo  una vera impresa, che produce intelligenza collettiva, sviluppo di identità, cultura. I nostri partner sono la famiglia da un lato e la città-territorio dall’altro. E’ da essi che ricaviamo le risorse primarie per la vita e il successo dell’impresa: l’impronta di valori e princìpi dalla prima; storia, tradizione e vita sociale dal secondo. Al centro ci sono le nuove generazioni, impegnate nel primo laboratorio messo a loro disposizione per progettare e costruire il futuro: la scuola.  

Auguro alle studentesse e agli studenti del Liceo Classico “Perticari” un buon anno scolastico. L’augurio si estende, com’è ovvio, ai docenti e al personale non docente dell’istituto.

Il Dirigente scolastico

Francesco Maria Orsolini

 

 

 Lettera di augurio del Presidente della Regione Marche e dell’Assessore all’Istruzione

per l’inizio del nuovo anno scolastico

 

 

Pubblicato l'orario provvisorio delle lezioni in vigore da giovedì 15 settembre

 


Ai genitori delle classi:

1^ e 2^, Liceo economico sociale;
3^, 4^, 5^ del Liceo Classico e Liceo delle Scienze Umane,

 Liceo Classico Statale "G. Perticari"

 
Con la presente si comunica che, tra le disposizioni deliberate dagli organi collegiali d'Istituto lo scorso anno e relative all'ampliamento dell'offerta formativa per l'a.s. 2016-'17, è contemplato l'aumento di un'ora di matematica nel piano orario settimanale delle seguenti classi:
1^ e 2^ classe, Liceo Economico Sociale;
3^, 4^, 5^ classe del Liceo Classico e Liceo delle Scienze Umane.
 
Per un mero errore materiale la variazione non è stata inserita nel modello d'iscrizione alla classe prima dell'indirizzo economico-sociale, disponibile sulla piattaforma digitale del MIUR "Scuola in chiaro. Ce ne scusiamo con i genitori. 
 
Il Dirigente scolastico
Francesco Maria Orsolini
 
 
 

 CLASSI PRIME a.s. 2016-17

Gli elenchi sono pubblicati anche presso le due sedi scolastiche

 

Pubblicato l'elenco dei testi adottati per l'a.s. 2016-17

Pubblicato il report del Monitoraggio Studenti Diplomati

 

2400 anni e non sentirli... Gli Uccelli di Aristofane con il Perticari a Senigallia

 

Metti una "Fenice" di Senigallia da quasi 1000 posti gremita, metti 45 ragazzi e ragazze sul palco, espressione di energia pura, a volte esplosiva, altre volte canalizzata sapientemente. E poi mettici insegnanti appassionati, la sinergia con altre scuole e università, costumi, trucco e acconciature originali ed ecco la commedia greca "Gli Uccelli" di Aristofane, scritta più di 2400 anni fa, che, grazie alla rivisitazione del Perticari, con la regia di Giorgio Sebastianelli, risulta attuale, godibile, evergreen nei contenuti, divertente nelle soluzioni sceniche spesso frizzanti. E la contaminatio generis consente alle avvincenti e suadenti sonorità di varia cifra stilistica, compreso il jazz, eseguite da docenti e studenti che suonano dal vivo, di amalgamarsi perfettamente con le movenze degli attori e viceversa. Temi antichi eppur contemporanei quelli rievocati: il desiderio di affermare se stessi, ma anche di sottrarsi alla pesantezza di riti sempre uguali, la ribellione allo status quo, la ricerca di evasione, l'immagine dello straniero e del diverso che può aprire tante riflessioni serie. Ma si tratta pur sempre di una commedia! E anche qualche battuta allusiva e un po' licenziosa genera risate e coinvolge allegramente, stemperandosi nei significati sottesi... Quanta ricerca e approfondimenti culturali, quante prove e tempo dedicato: dai bellissimi costumi ai testi, dall'imparare ad esprimersi all'apprendere i passi di danza, dal superare qualche naturale timidezza al lasciare fluire tutta la vitalità della giovinezza, tutto ciò ancor più encomiabile considerando che i giovani attori provengono dai tre indirizzi del liceo. Impossibile citare tutti i protagonisti sul palco e dietro le quinte, che meritano un grande applauso come quelli tributati continuamente anche a scena aperta per l'impegno, la capacità di mettersi in gioco, la tenacia e la volontà, per uno spettacolo che resterà una bellissima tappa nella storia del nostro liceo classico Perticari.

                                                                                Elsa Ravaglia, Irene e Sofia Filippetti

 

 

 

LA CULTURA FA SPICCARE IL VOLO

Successo del  liceo Perticari alla Fenice con Aristofane


Grande affluenza mercoledì sera al teatro La Fenice per lo spettacolo del  gruppo di teatro classico del Liceo Perticari.

Docenti, personale scolastico, genitori e, soprattutto, tanti giovani, alunni di oggi e di ieri, hanno seguito tra risate e applausi a scena aperta la divertente e variopinta messa in scena di Gli Uccelli di Aristofane.  Battute vivaci, ritmo indiavolato caratterizzano la commedia che mantiene ancora tutta la sua vitalità e attualità  a 2430 anni di distanza dalla  sua prima rappresentazione.

Il regista Giorgio Sebastianelli  ha saputo trovare nei 45  giovani attori, alunni dei tre diversi indirizzi del Liceo,  degli interpreti credibili di un mondo alla rovescia dove anche gli dei sono costretti a supplicare due vagabondi-pezzenti, i protagonisti auto-proclamatisi re della città degli Uccelli. Attori diversi nei panni di Pistetero ed Evelpide, prima coppia comica del teatro occidentale, si  sono conquistati il potere  sfidando il coro degli uccelli che sul palco si muoveva come uno stormo  in cielo o che riproduceva, in altri passaggi, i movimenti dei volatili delle nostre piazze grazie al lavoro attento della  coreografa Paola Piccioni. Ancora una volta, dopo le  Baccanti, si è apprezzata l’ambientazione ideata dalla scenografa Donatella Discepoli e i costumi, creati in collaborazione con M.Cristina Mazzaferri. La band che ha scelto ed eseguito le musiche era composta da Giacomo Uncini, Tommaso Torreggiani, Amedeo Griffoni, Marco Cattaneo, docenti del liceo, e dagli alunni Francesco Pio Albenzio e Luca Giacomini.  I suoni delle trombe e del corno, armonizzandosi con tastiera batteria basso,  hanno creato suggestioni Western nella sfida tra uccelli e  una gioia  zingaresca nel finale.

Ultima considerazione:  lo staff, che si completa con l’apporto delle docenti coordinatrici Isabella Antonietti e Stefania Rocchetti, ha saputo creare una rete di collaborazioni utilissime ai fini del successo finale, al quale hanno certamente contribuito le  maschere e   le ali create dagli studenti del corso di design dell’Università di San Marino e  i trucchi e le  acconciature originali  realizzati dagli allievi dei corsi IAL della Regione.

Ma la chiave del successo, ovviamente, sono i giovani attori che con  costanza da novembre  si sono messi in gioco, provando e riprovando, creando e improvvisando, guidati dal regista e dalla coreografa. In un primo momento l’impegno è stato di qualche ore alla settimana, ma negli ultimi mesi il gruppo si è incontrato quasi tutti i giorni, anche con il sacrificio del sabato pomeriggio. I risultati si sono visti: tra i ragazzi si è creata complicità e affiatamento, una corrente di energia che ha fatto funzionare tutto, anche il balletto di 40 ragazzi che in buona parte non frequentano gruppi di danza o che magari sulle prime si sentivano addirittura inadeguati e volevano tirarsi indietro. Il pubblico  si è diversito, a tratti emozionato, e ha manifestato di continuo con gli applausi la sua piena partecipazione.

Sarebbe ingiusto qui ricordare solo alcuni interpreti: i vari Pistetero ed Evelpide, Upupa, Usignoli….bisognerebbe parlare di ognuno dei tanti ragazzi. E allora alleghiamo il foglio di sala che li nomina tutti.

Date le caratteristiche originali del progetto e la trasversalità delle collaborazioni messe in atto, la redazione del TG Regionale era presente in sala e  ha dedicato un servizio all’evento, che è andato in onda venerdì 3 giugno alle ore 19,30 . Il servizio è visibile al sito:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/rubriche/ContentItem-e6a5d44f-4ef0-4e48-83d0-7b7bcc99de64.html.

 

Libretto di sala (visita il link)


Interpreti e Personaggi, gli Studenti del Liceo Perticari


Pistetero-Evelpide (1): Lorenzo Pierpaoli,
Riccardo Pierpaoli
Pistetero-Evelpide (2): Ilaria Latini,
Greta Vignoli
Pistetero-Evelpide (3): Lorenzo Fioretti,
Alessio Naddeo
Pistetero-Evelpide (4): Alvise Cecchetti,
Michele Mennessier
Upupa: Alessandra Cavallari
Usignolo: Lorenzo Tombesi
Usignolo: Melissa Ventura
Triballo: Elisabetta Baldini
Triballo: Ilaria Latini
Triballo: Natalia Sleptsova
Eracle: Riccardo Attorri
Iride: Chiara Morbidelli
Prometeo: Jacopo Congestri
Poseidone: Ludovica Mancini
Poeta: Gian Maria Tiroli
Metone: Elena Barabesi
Sicofante: Chiara Neri
Messaggero: Letizia Cerasa
Messaggero: Sofia Paganelli
Messaggero: Aurora Paialunga
Messaggero: Alessandra Taddei
Messaggero: Arianna Turchi 


GLI UCCELLI, IL CORO
Michael Abrego
Alessia Beciani
Maria Vittoria Bonvini
Margherita Canafoglia
Marie Claire Capitanelli
Doska Damailoska
Giovanna Di Biase
Elena Esposito
Teresa Esposto
Davide Mancini
Elisabetta Onori
Maria Streccioni
Chandra Talamonti
VOCI
Michael Abrego
Marie Claire Capitanelli
SPOSE
Alice Bagnoli
Diletta Campanile
Valentina Consolo
Stella Fanesi
Rachele Mancini
Khadijia Sidgi

 

Giacomo Uncini e la ‘Die Vogel Band’ (docenti e studenti del Liceo)
Francesco Pio Albenzio: Piano, Synth
Marco Cattaneo: Basso
Luca Giacomini: Tromba
Amedeo Griffoni: Percussioni, Batteria
Tommaso Torreggiani: Corno
Giacomo Uncini: Tromba

 

 

 

Mi piace pensare...

In merito al contributo, importante, della dott.ssa Elsa Ravaglia, mi sento di 
dire, a distanza di alcuni giorni dalla pubblicazione dello stesso, poche 
parole. Ma meditate, dovute, sincere.

Ecco, le conferenze sono state un esempio vivo, dinamico, concreto di come la 
scuola, la nostra scuola, sia riuscita a non sclerotizzarsi su contenuti 
"scolastici", quelli dei "programmi ministeriali", a volte tristemente triti e 
svuotati di ogni anelito alla ricerca. In questi ultimi anni l'offerta 
formativa e culturale non è mai stata un deja vu, ma si è sempre presentata 
sotto una facies culturale diversa, multiforme, interdisciplinare e aperta non 
soltanto alle tematiche proprie dei vari indirizzi di studi (penso alle 
tematiche classiche con tutto ciò che si intende per "classico"), ma anche a 
molti altri ambiti dello scibile umano, dalla storia alla fisica alla medicina 
alla tecnologia. Ogni intervento è stato per noi docenti, che eravamo lì, e per 
gli studenti, che erano lì, foriero di riflessioni, considerazioni, 
interrogativi, stimoli e fors'anche sentiero incipiente su cui avviare il 
cammino della scelta post-universitaria. Abbiamo sentito relatori appassionati 
e competenti dialogare con i ragazzi di poesia (a volte poeti essi stessi), di 
letteratura, di fisica nonché di banda larga e big-data per non parlare  di 
Costituzione ed educazione civica. Insomma, delle conoscenze trasformate in 
competenze, dei contenuti problematizzati e criticamente osservati nella 
prospettiva di renderli non solo belli, ma anche utili, degli stimoli culturali 
capaci di instillare negli adulti di domani il preziosissimo seme della 
curiosità.
Mi piace pensare questa scuola che, con le conferenze, valorizza anche il 
territorio, dal quale risulta a sua volta valorizzata.
Mi piace rappresentare nella mia mente un sapere dinamico e fluido che le 
conferenze hanno saputo costruire.
Mi piace ripensare all'Aula Magna, in molti casi gremita di tanti cittadini e
studenti 
silenziosi e attentissimi perché - non dimentichiamolo - se il relatore sa 
trasmettere un argomento interessante, tutti i ragazzi, anche i più svogliati, 
sanno riconoscerne il valore, serbandone memoria dentro di sé.
Mi piace pensare che questo lavoro di équipe nella costruzione della carta di 
identità culturale e didattica della nostra scuola, possa andare avanti.
Mi piace pensare che il miracolo delle conferenze possa ripetersi.
Mi piace, mi piace molto pensare tutto ciò.

                                                                                                                                             Oretta Olivieri

 

 

Quel che non è inferno...

Dalla città dei sogni, da Vittorini a Calvino, alla Costituzione italiana;

dall'intelligenza artificiale all'ager gallicus

Non sempre si riesce a fare quel che si vorrebbe, ma quando le circostanze sono favorevoli e al desiderio si abbina la giusta dose di buona volontà, allora ciò può accadere. E' stato questo positivo insieme che ci ha consentito di partecipare, pur in mezzo a tanti impegni, a ben quattro degli eventi pomeridiani in calendario nella rassegna “Cultura/Creatività/Conoscenze" edizione 2016, organizzata dal Liceo classico Perticari di Senigallia. Tutti incontri "accattivanti sulla carta", ma dal vero? ebbene, una piacevole conferma e lo dico da ex-allieva e da cittadina, mamma di una studentessa liceale, che ugualmente ha partecipato con molto interesse.

Senza alcun dubbio una rassegna di spessore, e anche possibile esempio di Sistema Formativo Territoriale Integrato, con relatori competenti, appassionati e appassionanti e un inatteso fil rouge che inanella concetti quali apertura, solidarietà, collaborazione, rete, libertà ...

Vorrei condividere alcune riflessioni in ordine sparso.

Il professor Giuseppe Langella, durante la conferenza "La città dei sogni: da Vittorini a Calvino" ci ha consentito di percorrere due opere, lontane ed attuali, di due autori: “Le città del mondo” di Elio Vittorini e “Le città invisibili” di Italo Calvino.
In un affascinante percorso a ritroso nel tempo siamo stati condotti dal dopoguerra del secondo conflitto mondiale agli anni utopistici del ’68. Il pastorello Rosario ci ha insegnato a guardare la realtà senza pregiudizi ma anzi con l’occhio stupito e incantato del bambino, così la visione della cittadina festante di Scicli in Sicilia suscita in lui entusiasmo, mentre il padre, intimorito dalle grida del figlio, si arma temendo chissà quale sciagura e - invece -  trova il bello.
Un cenno alla New York vista come Babele, ma una Babele in cui la diversità di linguaggi, anziché generare il caos, si risolve nella capacità di convivere serenamente, sentendosi al sicuro e lontani dalle paure. Almeno così la vedeva allora Vittorini. E oggi? In questa epoca in cui siamo più abituati ai romanzi e ai film distopici, e la realtà ci viene spesso descritta come spaventosa e il sospetto sembra dilagare ovunque,  può sembrare strano pensare all’utopia, ma il libro “Le città invisibili” di Calvino ci orienta in tal senso: Zobeide, una delle 55 “cartoline” che costruiscono tale libro, ne è un esempio, sebbene si tratti di  un’utopia discontinua.

Se le intelligenze computeristiche e artificiali descritte dal professor Aurelio Uncini nell'incontro “Intelligenza artificiale e il fenomeno del big data" sono state ispirate dai circuiti neuronali e alle sinapsi, ovvero alle connessioni che tra i neuroni si instaurano, forse è il momento di "riprenderci" questa caratteristica degli esseri viventi: la capacità di connessione e interrelazione, promuovendo e ricostituendo quelle reti sociali interpersonali reali, tipiche delle società umane evolute. Non è necessario demonizzare le reti virtuali, anzi spesso sono apprezzabili,  ma di certo sarebbe opportuno non subirne il potere quasi ipnotico che possono esercitare a tutte le età. Il potere di qualsiasi schermo è incredibile: basta entrare in una stanza con uno schermo acceso di qualsiasi tipo ed inevitabilmente gli sguardi ne saranno prima o poi attratti. Allora, vediamoci tra persone reali più spesso e senza schermi che ci separino, riprendiamoci la manualità, la capacità del creare con i materiali, del fare e non più soltanto quella del  "touch screen", recuperiamo un rapporto più diretto con le persone, gli oggetti, l'arte, la natura!

Altro messaggio che potremmo aver colto è quello di fare sempre più attenzione a ciò che desideriamo realmente che rimanga di noi nell'etere "in eterno":  foto, affermazioni, dichiarazioni e altro. Di fronte al nostro profilo Facebook potremmo dire, parafrasando una nota canzone di Federico Moro "prima di dare l'invio, pensa!"

Una intensa registrazione di Pietro Calamandrei con il suo discorso ai giovani sulla Costituzione del 1955 ha aperto l'incontro con il magistrato Silvia Corinaldesi  “Tutto quello che uno studente sa, ma non intende della Costituzione”, riportandoci ad un'epoca in cui i termini libertà, diritti, democrazia avevano un grande impatto anche emotivo sulle persone ed erano vissuti come una irrinunciabile ri-conquista. Troppo vicini erano gli eventi bellici e la privazione della libertà per potersene dimenticare. E ora, forse i lunghi anni di pace, almeno apparente, ci hanno intorpidito? ci hanno anestetizzato ed assuefatto gradualmente a quella che ci appare quasi un'abitudine? ma non possiamo dimenticare che i germi dell'odio e delle intolleranze sono sempre pronti a germogliare e più c'è  ignoranza e incapacità all'ascolto dell'altro e più questi si sviluppano. E infatti funesti venti di guerra da ogni parte del globo continuano a serpeggiare e talvolta sembrano insinuarsi anche nelle nostre comunità. Ma se certamente da soli non si riesce, insieme, ciascuno per il proprio pezzetto, con umiltà e tenacia, cambiare in meglio il mondo si può!

Non dimentichiamo le nostre radici storiche, nella sua conferenza  “La romanizzazione dell’ager gallicus: un nuovo modello urbano o l’annullamento delle diversità?” il prof. Giuseppe Lepore ci ha ventilato e fatto intuire che anche laddove i vinti sembravano del tutto sottomessi, alla fine sono riusciti a permeare almeno in parte con la propria cultura anche il contesto dei vincitori. Una lettura forse insolita della storia, attraverso testimonianze archeologiche anche apparentemente poco significative, che apre prospettive interpretative assai interessanti.  Non dimentichiamoci che siamo tutti figli della stessa terra, "la Grande Madre antica a cui prima o poi tornano tutti i viventi" e che dovremmo re-imparare ad amare e rispettare di più.

Ritorniamo allora alle "Città invisibili" di Calvino, citandone il meraviglioso passo finale: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti. Accettare l’inferno e diventarne parte a tal punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio.”

Possiamo ben dire, dunque, che iniziative come questo ciclo di conferenze promosso dal nostro Liceo Classico Perticari, offerto non solo agli studenti e docenti, ma anche alla cittadinanza, possa inscriversi in “quel che non è inferno” e che dunque noi tutti dovremmo aiutare a farlo durare nel tempo e a dargli spazio nella collettività.

 

Senigallia, 22/1/2016 - 17/02/2016 -  4/3/2016 - 14/3/2016

Elsa Ravaglia con il contributo di Irene Filippetti (3° BL)

 

Buonasera a tutti, approfitto di questa email per inviarvi un breve articolo, 
concernente alcune riflessioni scaturite dalla frequenza alla rassegna 
culturale di questo Liceo che abbiamo molto apprezzato, sia io che mia figlia. 
Tempo fa avevo accennato al Preside che lo avremmo voluto inviare e, seppure 
con un certo ritardo, eccolo qui, speriamo non vi annoi! 

Per quanto riguarda la convocazione del 26 maggio spero di poter partecipare, 
anche se non ne sono del tutto sicura in quanto coincide con un convegno 
importante. A presto, cordiali saluti, Elsa Ravaglia 


Gentile
 dott.sa Ravaglia,

ho apprezzato moltissimo non solo le sue parole così puntuali e autentiche per descrivere la nostra ultima rassegna, ma soprattutto la prossimità, il calore, il coinvolgimento che lei ha così acutamente e autenticamente espresso. Non sono bei tempi per la scuola, leggere tutto quello che lei ha scritto è una grande consolazione, una forma piccola e al contempo di grande conforto a fronte del grigiore e della solitudine che si prova e che provo. La puntualità e il rigore con cui lei ha voluto comporre questo quadro, queste proposte le fanno onore a prescindere dalle mie stesse parole. Non le nascondo che quando cinque anni fa cominciai ed intrapresi questo genere di iniziative erano tanti i dubbi sul fatto di trovare delle corrispondenze, non dico degli apprezzamenti, ma delle persone che resistendo all'ondata di un pensiero unico sempre più devastante, potessero intravvedere una luce, uno spiraglio per scommettere ancora che è possibile pensare, riflettere, chiedersi perché. Mi permetto semplicemente di sottolineare che questo sforzo e questa volontà appartengono alla scuola ma anche ad un mio personale convincimento che mi suggerisce e mi incita a continuare a resistere, a proporre, a sperare che i nostri giovani, che i suoi figli, che i figli degli altri genitori possano custodire questi frammenti di civiltà, queste emozioni, questi squarci di cultura e benessere che questo mondo ogni giorno cerca di negarci. Grazie. Le chiedo gentilmente di pubblicare  questa sua lettera sul sito ufficiale della nostra scuola perchè credo che possa costituire e rappresentare un forte contributo che corresponsabilmente vuole animare la nostra scuola per il bene dei nostri giovani. Grazie ancora di cuore.

Sentitamente Alfio Albani.

 

25/05/2016

 

Quel che non è inferno...bhè, l'inferno è dentro e fuori di noi:cosi i saggi e il nostro Sommo Poeta. La bella e sentita riflessione della sig. Ravaglia mi trova concorde come ascoltatrice di quasi tutti gli incontri di Conferenze CULTURA CREATIVITA' CONOSCENZA , spuntate fuori dal cappello magico del nostro pirotecnico e magmatico Dirigente Scolastico tra Tè letterari, Scienze , Coscienze e Storie varie ! Dunque:in una istituzione Scolastica ? Che cosa c'entrano con il denaro pubblico ?! Questi qua e là i dubbi che emergevano e che vedevano la partecipazione di pochissimi docenti della scuola stessa... Personalmente ritengo che CREARE stimoli culturali - e spesso contro l'omologazione in atto -,stimolare a pensare e riflettere spaziando in ambiti diversi , allargare le conoscenze sia uno dei DOVERI fondamentali della Scuola (se non dell'UOMO). Poi ognuno lo fa nei modi a se' piu' congeniali e che ritiene più giusti.

Che con la rivoluzione telematica in atto a rischio sia proprio l'uomo,lo affermano i neuroscienziati,senza scomodare filosofi e saggi.

Il CONOSCI TE STESSO,simbolo dei vari cicli di incontri con personalità diverse,nell'atmosfera di decadenza e spietatezza in cui siamo immersi ,con i muri reali e non che costruiamo ogni giorno tra noi,potrebbe aver aperto spiragli eterogenei in chi ,con partecipazione, ha ascoltato le varie conferenze...La conoscenza dovrebbe spingere ad uscire più spesso dal nostro punto di vista, in genere necessariamente limitato,parziale,frammentato e metterci in COMUNICAZIONE SINCERA con gli altri. Facile a dirsi, perla rara a viversi,persino nella limitatezza di un consiglio di Istituto ,dove il NON riuscire a comunicare e a sentirsi CAPITI porta spesso le persone più sensibili ad andarsene via.

                                                  Un membro del Consiglio di Istituto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 “Ich kenne mich nicht aus” (L. Wittgenstein, Ricerche Filosofiche), “Non mi ci raccapezzo” – La filosofia coi bambini è il progetto-pilota che ha ispirato l’attività di alternanza Scuola/Lavoro rivolta agli studenti  della Classe III B del Liceo “Perticari” - Sez. Liceo delle Scienze umane e che ha visto come destinatari i bambini della Scuola dell’Infanzia “Tiro a Segno” di Corinaldo. Una proposta didattica orientata ad accostare gli studenti all’esperienza della “filosofia coi bambini”, una pratica educativa originale che si pone in linea con gli studi inaugurati negli Stati Uniti da Matthew Lipman all’inizio degli anni ‘70. La "Filosofia con i bambini", e non "insegnata ai bambini", è un tipo di filosofia analitica che nasce dalla necessità di integrare la normale attività scolastica arricchendola di esperienze altamente innovative. E’ come se i ragazzi e i bambini diventassero loro stessi un po' filosofi, applicando un metodo che li spinge ad indagare su oggetti comuni e di uso quotidiano. Un metodo ancora sperimentale e una pratica educativa che non si pone come obiettivo la trasmissione di qualche nozione, bensì lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza o di pensiero. Al fianco dei bambini, gli studenti hanno vissuto un approccio alla filosofia declinata in un insieme di categorie ludico-creative, quali: la meraviglia, l’emozione che ci affascina, la possibilità di una mente simbolica “estesa” che attraverso l’auto-elevazione semantica dispone di segni-sostituti che ci permettono di presentificare ciò che è assente, l’esplorazione delle estensioni del pensabile e dell’immaginabile.  Nelle tre giornate di stage, studenti e bambini hanno dato vita ad una comunità di ricerca in grado di riconoscersi e di produrre significati. I bambini stimolati ad utilizzare il controfattuale, hanno allenato la loro innata capacità di immaginare e  trovare soluzioni a problemi astratti e concreti che sono stati loro presentati. Insieme, hanno esercitato quegli aspetti del linguaggio legati, in modo particolare, all’espressione, alla comunicazione, alla relazione, alla socializzazione, sviluppando alcune questioni tipiche della discussione filosofica. Il nucleo di interesse euristico e cognitivo verso cui  si sono indirizzate le sessioni di lavoro e intorno a cui si è mosso il dialogo è stata l’idea di “ tempo”.

L’ articolazione dell’attività ha previsto due diversi laboratori: 

1° LABORATORIO:

Decostruire un oggetto: Prima era una pannocchia e poi ??”

Setting: fattoria didattica “dei Conti” – Scapezzano di Senigallia

2° LABORATORIO:

Tema di indagine: “IL TEMPO”

Setting: Scuola dell’Infanzia  “Tiro a Segno” di Corinaldo - Spazi attrezzati all’interno dell’aula. Sviluppo della discussione filosofica: “Il Signor Tempo, tutto vede e tutto trasforma”. Item:

·        Il tempo:“veloce o lento”?

  • Quali sono le parole del Signor Tempo?
  • Scelgo una cosa e la trasformo (la pannocchia di mais diventa…)

Gli studenti hanno affiancato i bambini nella realizzazione di opere di rappresentazione grafica dei temi di discussione solidarizzando in una vivace elaborazione creativa. Il coinvolgimento dei piccoli partners ha animato il laboratorio ritmico-motorio in cui il senso del tempo è stato espresso attraverso piccole esecuzioni con strumenti a percussione e giochi di movimento. Fondamentale il contributo della prof.ssa Francesca Appiotti, tutor scolastico del progetto di ASL della classe, che ha curato l’organizzazione e l’allestimento  dell’attività laboratoriale. L’esito del lavoro confluirà nel palinsesto dello spettacolo teatrale “Il mago Tempo” che i bambini della Scuola dell’ Infanzia di Tiro a Segno, coadiuvati da una rappresentanza dei ragazzi  del Liceo, presenteranno la sera del 6 Giugno 2016 presso il Teatro Comunale C. Goldoni di Corinaldo.

I laboratori  realizzati hanno promosso quelli che sono gli obiettivi classici della filosofia coi bambini, ovvero: un incremento dell'apertura mentale, delle possibilità immaginative, dell'amore per il dialogo e la discussione regolamentata all'interno di un gruppo e non ultima la capacità di trattare concetti complessi e profondi.

Alla buona riuscita del progetto ha concorso  la professionalità della docente tutor esterna dell’ASL, Laura Mantoni a cui si è affiancata l’efficace collaborazione delle docenti della scuola dell’Infanzia di Tiro a Segno. 

Bambini e adolescenti: l’immediatezza dell’attimo presente che incornicia il “tempo” del bambino e l’ansia di futuro che orienta il giovane verso l’avvenire. Un interscambio di vissuti, di emozioni e di conoscenza.  Così si è voluta intendere la progettualità dell’Alternanza scuola/lavoro.

                                                                        Il coordinatore dell’Alternanza Scuola/Lavoro Liceo delle Scienze umane

                                                                                                                 Prof. Fernando Pancotti

 

Lavoro come interpretazione del ludus didattico

per affrontare l'esperienza dell'alternanza scuola lavoro.


 

“SPORT PER CRESCERE”: COMUNE DI SENIGALLIA E PANATHLON INSIEME PER FAVORIRE LO SPORT COME CULTURA. IL LICEO PERTICARI VINCITORE DEL CONCORSO


 

Durante la manifestazione sportiva Gymfestival appena conclusasi nel Palasport di Senigallia (17-19 aprile 2016), la classe 3B Scienze Umane del Liceo Perticari, sotto la guida della professoressa Francesca Appiotti, è stata pubblicamente premiata per essersi aggiudicata il primo posto nella categoria “Illustrazione grafica – fotografia” nell’ambito del concorso “Sport per crescere”.

Il progetto, patrocinato dal Comune di Senigallia in sinergia con il Panathlon International della città, persegue l’intento di stimolare la creatività, la fantasia, il gusto del contatto nei giovani, sempre più disabituati al confronto costruttivo gli uni con gli altri.

Tutto ciò sotto l’egida dello sport. Lo sport è il tema del concorso, ma anche strumento e modalità positiva di crescita personale e collettiva delle nuove generazioni.

La foto vincitrice – un grande cuore riempito di palloni, emblema dello sport, e circondato di giovani che l’uno accanto all’altro guardano verso l’alto – vuole dimostrarlo, come recita la didascalia apposta ad essa: “Semplice e complesso allo stesso tempo. Dentro lo sport c’è tutto il mondo. C’è voglia di contare, il piacere di esserci, l’emozione di fare. Lo sport aiuta a comprendersi, a mettersi in gioco e a seguire le proprie inclinazioni, esplorandone le potenzialità. Il cuore è la rappresentazione del prezioso legame che lo sport può far nascere tra le persone”.

Praticare la cultura dello sport per fare dello sport cultura. Cultura intesa come modus vivendi, mezzo per conoscere i propri limiti, ma anche le proprie potenzialità, modalità per costruire la propria autostima, ma anche palestra per saggiare la possibilità della sconfitta. Pratica antichissima, portata a vertici altissimi già nella Grecia di età arcaica, lo sport si è arricchito nei secoli di valenze plurime e significative. La cultura sportiva come metafora della vita: in particolare, la scuola vuole porre l’accento – e questo emerge chiaramente dalla foto vincitrice del concorso – sull’importanza del “fare squadra”, ovvero della collaborazione e del confronto tra giovani nel comune rispetto di regole condivise che nello sport, come nella società, sono la base della loro ragion d’essere. Se nella Grecia classica il fine precipuo di un agonismo esasperato era la vittoria nella singola competizione, nella cultura odierna la scuola vuole insegnare a competere per confrontarsi con se stessi e aprirsi all’altro, per valorizzare potenzialità e accettare limiti, nella costruzione dello spirito di squadra e della cultura dell’integrazione.             

 

 Pubblicati sull'Albo On Line (link dalla barra dei menu in alto) i bandi di concorso per il personale ATA:

Collaboratore scolastico, Addetto azienda agraria, Assistente amministrativo, Guardarobiere, Cuoco, Infermiere, Assistente tecnico



 

 

Pomeriggio Montessoriano

(visita il link)

classi IVBU e IVCU

 

 

Nel mese di marzo è stata avviata la "valutazione esterna delle scuole" secondo il documento redatto dalla Conferenza per il coordinamento funzionale del sistema nazionale di valutazione e reperibile al seguente link:

  https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/valutazionescuole/Documento_divulgativo_10_02_2016_DEF.pdf

 

Eccellente risultato online della Fondazione Agnelli per il Liceo "Giulio Perticari" di Senigallia

 

Il Perticari ospite d'onore all'inaugurazione dell'Anno Scolastico 2015/2016 alla presenza del Presidente della Repubblica. Diretta nazionale su Rai1
 

Il Liceo Perticari vince il titolo nazionale delle OLIMPIADI DELLA DANZA 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 Il nostro Liceo 

 
 

 
                                                                                                                                                                                                   
 
 
 

 

 Breve Biografia di Giulio Perticari (sito Wikipedia)

 

 

 

 

La scuola deve stimolare il senso critico

Mila Spicola 

 

 

 

 

Elogio del classico

  [tratto da: U. Eco, Elogio del Classico, L'Espresso, 10 ottobre 2013]

 

 

 

 
 
 
 

 




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