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Agli studenti e alle studentesse

alle loro famiglie                            

agli insegnanti                               

a tutto il personale ATA                 

al Presidente e ai membri del    

Consiglio di Istituto                       

al Sindaco del Comune di           

Senigallia                                        

 

 

                Sento con profondo convincimento la necessità di rivolgere a tutti un saluto: dopo cinque anni di lavoro presso il Liceo Perticari dal primo settembre opererò presso l'Istituto Comprensivo "Montessori" di Chiaravalle.

                Cinque anni sono un periodo significativo sia pensando al lavoro in sé,  sia da un punto di vista squisitamente umano e quindi credo che questa mia piccola ed estemporanea memoria possa raccontare un po' di ciò che si è riuscito a fare, vivere,  migliorare secondo il mio punto di vista,  che inesorabilmente è soltanto mio e non vuole essere in alcuna maniera di tutti.

                Il mio primo pensiero,  anzi la mia prima emozione,  va ai ragazzi. Tutto quello che ho fatto e cercato di fare e di essere ha avuto questo riferimento, scontato per molti versi, ma costantemente presente nelle mie decisioni,  nella mia visione della Scuola. E qui cominciano le autocritiche: avrei voluto essere più vicino ai ragazzi, ho approfittato appena avevo un po' di tempo di entrare nelle classi, di guardare i volti, gli occhi degli studenti, di parlare e ascoltare ogni loro parola, ma forse il grado di prossimità raggiunto non è stato quello che avrei desiderato, io che fin dal primo  momento in cui ho iniziato ad operare come Dirigente Scolastico ho elaborato il lutto di non essere più insegnante.

                I ragazzi e le ragazze della nostra scuola sono il nostro futuro a cui ho guardato con preoccupazione, con responsabilità, con fiducia,  con speranza, rubando ogni piccola verità che potesse farmi capire in cosa poteva consistere il bene, parlo del bene alto quello della civiltà e della umanità non al bene inteso come successo (parola che detesto profondamente).

                La mia porta è sempre stata aperta per i ragazzi che chiedevano, criticavano,  semplicemente volevano qualcosa  e anche in particolar modo per coloro che hanno vissuto momenti di crisi e difficoltà personali. Allo stesso modo ho dato tutta la mia disponibilità, a volte sopra le forze, perché schiacciato dalle tantissime incombenze burocratico amministrative, ai genitori. Ho ricevuto sempre tutti,  ho cercato di non fare attendere nessuno e mi sono reso disponibile con sincerità a offrire il mio contributo  perché credo che un padre o una madre vedano nei propri figli molta parte della loro vita e anch'io, pur non avendo figli, so per certo che un figlio vale e dà  senso ad un'intera vita.

                Ho cercato sempre di garantire la giustizia anche quando poteva essere più semplice cavarsela con le pacche sulle spalle, sono stato e sono un tifoso degli studenti,  della loro giovinezza e al contempo mi sono sforzato di offrire loro una testimonianza, fatta anche inevitabilmente  di limiti e difetti,  ma al contempo di un profondo amore per il valore assoluto dell'educazione, della crescita, della conoscenza che è madre di ogni forma di felicità e bellezza.

                Rivolgendomi poi agli insegnanti e al personale ATA voglio far memoria di una serie di cose che ho profondamente voluto e cercato. Forse la circostanza che più mi è cara perché l'ho toccata  con mano nel corso di questi cinque anni, è il profondo miglioramento nel lavoro collegiale degli insegnanti. Non vi nascondo che agli inizi sia per circostanze strutturali e organizzative,  sia per pregresse consuetudini, i lavori dei Consigli di Classe,  in particolar modo durante gli scrutini, non conoscevano una omogeneità e una condivisione di criteri in scala globale anzi facevano registrare modi e maniere che spesso erano lontane tra loro: questo inesorabilmente non produceva il bene dei ragazzi. In questo senso penso di aver lavorato molto e di aver raggiunto un sufficiente grado di condivisione del modus operandi. Questo  mio convincimento è stato ribadito da quei professori che operano in tante classi e che quindi hanno avuto modo di osservare tale mutamento.

                Quando arrivai la scuola non disponeva di un Regolamento di Istituto,  non esisteva né formalmente,  né nella sostanza il Patto di corresponsabilità, i debiti e i crediti poggiavano su indicazioni che lasciavano spazio abbondante ad una discrezionalità che a volte  non rendeva giustizia all'insieme di tutta la comunità degli studenti. Il lavoro che è stato concepito in questo senso non ha obbedito all'assolvimento di procedimenti necessari,  ma soprattutto ha guardato a quel bene di  cui parlavo sopra che mai si può realizzare in assenza di regole che garantiscano i pieni diritti di tutti. 

                E' ovviamente giusto affermare che questi risultati sono stati possibili grazie al contributo determinante di tutto il personale. I docenti del  Perticari sono e rimarranno sempre per me un esempio di qualità professionale e umana che raramente si ha la fortuna di incontrare. I meriti, quelli che sto ipotizzando e cercando di descrivere, sono vostri: non sono miei, non di alcuni, non di pochi, ma ripeto vostri e questo, senza piaggeria alcuna, l'ho ripetuto e detto costantemente dentro e fuori la scuola intercettando e ritrovando piena corrispondenza nelle famiglie e nel territorio. La realizzazione dell'Annuario, concepito unicamente, in scala regionale, da solo due Licei classici è stata, oltre che una scommessa coraggiosa per i costi e la complessità del lavoro, una manifestazione chiara  di un senso di appartenenza consapevole che la nostra scuola tanto ha dato e tanto darà alle vite e alla vita della comunità dei cittadini del nostro territorio. Non è quindi un caso che in questi cinque anni le iscrizioni siano aumentate in maniera considerevole facendo lievitare i numeri (più 100 circa).

                In cinque anni per quattro volte il Liceo Classico ha formato tre classi prime: la cosa non era mai avvenuta nella storia del Perticari neanche ai tempi in cui i parametri prevedevano la costituzione di classi con tredici o quindici studenti. Se poi si pensa che la stagione recente ha fatto registrare costantemente una pronunciata flessione in scala nazionale delle iscrizioni presso i Licei umanistici, questo dato mette in luce ancor di più la qualità che la nostra scuola ha saputo esprimere.

                Il Liceo delle Scienze umane nell'a.s. corrente conta anch'esso tre classi prime, segno evidente che tale condizione è frutto di uno sforzo e di un intento di tutto il personale. Non è quindi un caso che la Fondazione Agnelli ci ponga da quattro anni tra i migliori Licei dì'Italia.

                Ma in questi cinque anni si sono vissute - e si continueranno a vivere - delle sfide culturali che sottopongono tutti gli operatori della Scuola a continui mutamenti e numerosi interrogativi che in molti casi vengono di necessità affrontati nella solitudine e nello smarrimento a causa di un mancante e latitante progetto che la riflessione politica non è ancora capace di offrire per sostenere questi passaggi epocali.

                Mi riferisco alla società liquida e alla liquidità della cultura, alla rivoluzione digitale, al mutamento del concetto di lavoro, allo straripante potere della tecnocrazia, alla globalizzazione e al multiculturalismo.

                La nostra scuola ha cercato sempre di interrogarsi e di rendersi disponibile al mutamento attraverso una dinamicizzazione dei saperi che ancora appaiono rigidamente ancorati a istituti epistemologici  a dir poco anacronistici.

                Al contempo nell'interrogarsi non ha avuto la fretta dei neofiti, ma ha usato quel buon senso che suggerisce di guardare avanti non di fossilizzarsi su quel "presente incessante" che inibisce il chiedersi perché. Abbiamo cercato quella giusta dialettica tra conoscenze e competenze guardando e pensando alla persona.

                Di qui sono discesi  tutta una serie di progetti, iniziative che puntualmente sono stati calati in seno ai processi curricolari. Nella nostra scuola si studia e ci si comporta con serietà ed impegno, ma accanto alla matematica, al greco, il latino c'è sempre stato spazio per lo sport dove in questi anni si sono ottenuti dei risultati di vera e propria eccellenza e soprattutto i nostri studenti hanno pensato ad una scuola che poteva offrire opportunità ampie e diverse tra loro.

                I nostri studenti all'inizio di questo a.s. si sono esibiti a Napoli davanti  al Presidente della Repubblica in occasione della giornata inaugurale dell'a.s. 2015-2016, perché espressamente invitati  dallo stesso Ufficio del Presidente Mattarella.

                Da cinque anni è stata introdotta la A.S.L. che pur nelle difficoltà, ci ha permesso di affrontare questa sfida culturale e didattica dando senso a questo snodo tra sapere pratico e sapere teorico liberando opportunità di crescita per gli studenti attraverso il fondamentale riferimento dell'umanesimo. In tal senso ricordo che nell'anno presente sono stati pochi i Licei che in scala nazionale sono stati in grado di cimentarsi pienamente su questo versante.

                Un'altra risposta che la scuola ha saputo costruire è quella dei due spettacoli teatrali realizzati con una qualità sicuramente molto alta, non sono stati momenti circoscritti e avulsi dall'apprendimento, ma al contrario delle vere e proprie sperimentazioni didattiche capaci di connotare una serie di saperi e dimostrare agli studenti quanto la cultura umanistica possa a 360 gradi essere capace di insegnare a pensare nell'agire e nel fare della vita. In questo senso va giustamente annoverata l'esperienza quadriennale realizzata di concerto con il FAI che è stata l'ulteriore riprova di un modo di pensare e vivere la scuola con gli occhi degli studenti.

                Cinque anni di conferenze, di incontri dove la nostra scuola ha ospitato voci, autori, intellettuali, ricercatori di prestigio assoluto misurandosi in scala nazionale sul molteplici ambiti, con la cultura militante. Gli incontri hanno visto la nostra aula magna gremita di studenti, docenti di altre scuole, persone e cittadini interessati: insomma  abbiamo cercato di fare cultura e ci siamo riusciti.

                La nostra scuola si è sempre connotata come accogliente, inclusiva, ha guardato alle eccellenze, alle debolezze, alle fragilità, alle disabilità. Il fatto che un numero sempre significativo di studenti con disabilità e difficoltà (H, DSA, BES), abbia scelto la nostra scuola perché  attenta e sensibile in tal senso, è un'altra nota di grande merito. La laicità della Scuola pubblica è stata interpretata come inclusività, come opportunità di liberare le diversità;  in tal senso ricordo l'introduzione tempestiva dell'ora alternativa alla religione Cattolica.

                Per quanto concerne la rivoluzione digitale la nostra scuola si è mossa con prudenza meditando passo a passo tutte le varie questione connesse. Ciò non per un pregiudiziale sospetto, ma perché profondamente convinti  che gli strumenti non possono essere dei fini.

                La scuola si è dotata del cablaggio Wireless, ha rinnovato e ampliato il proprio sito, continua ad essere un affermato Test Center per l'ECDL, si è dotata del registro elettronico e soprattutto ha iniziato un percorso di formazione e varie sperimentazioni didattiche per verificare e chiedersi come agire nella quotidianità della didattica. Il progetto PON, che la scuola si è aggiudicato, contribuirà a migliorare la dotazione  tecnologica della scuola, ma la vera sfida sarà quella sociale e culturale.

                E' certo che la classe, intesa come spazio e come composizione, non può essere più il totem degli apprendimenti , la centralità dello studente impone anche dal punto di vista organizzativo la costruzione di modalità aperte e flessibili. La nostra scuola è una scuola che viaggia, come abbiamo scritto sul nostro PTOF, che viaggia pensando, che viaggia immaginando, che viaggia per conoscere e per interrogarsi, rispondendo con qualità e serietà ad esigenze ineludibili.

                Ci siano sforzati di costruire dei viaggiatori non dei turisti quando si sono progettate le visite di istruzione, abbiamo avuto la fortuna di partecipare ad un Erasmus Plus che costituisce una opportunità estremamente significativa per gli studenti e i docenti e al contempo è una testimonianza cogente della scuola che viaggia.

                Voglio indirizzare una riflessione particolare al personale ATA che ha contribuito sempre in maniera silenziosa e a volte nascosta alle tante realtà che in questa mia memoria ho ricordato. Le tante e forse troppo numerose modifiche dei processi operativi  hanno sottoposto, in particolar modo il personale di segreteria, ad uno sforzo che non sempre viene riconosciuto in primo luogo dal Ministero. Uno sforzo fatto di tempi serratissimi, ritmi difficilmente sostenibili dove è difficile trovare il tempo per pensare e riflettere con la dovuta e naturale calma. In tal senso la L.107 ha ribadito questa marginalizzazione che non fa il bene del personale e tanto meno della Scuola.  La qualità delle persone che ho incontrato è di alto profilo e in tal senso  ho trovato persone, che anche nel momento in cui hanno espresso le loro difficoltà, hanno sempre manifestato un attaccamento alla scuola.

                 Con tutta sincerità rivolgo un grazie all'Amministrazione comunale di Senigallia per l'attenzione e l'attaccamento che ci ha dimostrato sempre sia con le parole, ma soprattutto con la propria partecipazione fattiva senza se e senza ma.

 

                               Concludendo vorrei ricordare alcune cose mie personali:

 in questa mia memoria non ho voluto nominare nessuna persona perché sono profondamente convinto che il bene alto si costruisca attraverso il "noi",  anche se  nel ricordare i tanti momenti e circostanze della scuola vedo sfilare volti e persone a cui va la mia più profonda gratitudine, in questa teoria di tante persone vedo anche  i volti dei rappresentanti  dei diversi Consigli di Istituto che hanno voluto e saputo condividere, con sapienza e serietà, questo viaggio di cinque anni;

 io non ho mai detto "sono il Dirigente Scolastico", appartengo ad un'altra categoria umana, sicuramente meno in voga e minoritaria nel presente e se ho sbagliato vi assicuro che l'ho fatto in buona fede, di una cosa infatti sono certo, del mio impegno appassionato che forse in certi momenti  avrei dovuto vivere, per la mia salute, con più misura;

vi ho conosciuto in molti casi anche in momenti per voi difficili e non vi ho mai detto "no", offrendovi  l'umanità di cui dispongo che è stata la stessa per tutti. Ma se con alcuni di voi ho sbagliato perdonatemi se non altro in virtù della mia buona fede.

                Questa è stata la mia scuola, la scuola che ho frequentato da studente, la scuola che consiglierei a tutti perché  profondamente convinto della centralità della cultura umanistica che forse ancora ci può salvare.

 

 

Chiaravalle, 21/08/2016

                                                                                                                                              Alfio Albani                       

 

                              

 

               

 

Determina del dirigente scolastico relativa alla definizione dell’avviso per
l'individuazione dei docenti trasferiti o assegnati all’ambito territoriale
definito dall’Ufficio Scolastico Regionale per le MARCHE e il conferimento
degli incarichi nel Liceo Classico “G. Perticari” di Senigallia.

 CLASSI PRIME a.s. 2016-17

Gli elenchi sono pubblicati anche presso le due sedi scolastiche

 

 GLI ESAMI DI RECUPERO DEL DEBITO SCOLASTICO SI SVOLGERANNO NEI GIORNI

26, 27, 29 e 30 AGOSTO

 

 REGOLAMENTO COLLOQUI, ESAMI INTEGRATIVI E IDONEITA'

 

 PUBBLICATO IL BANDO PER L'INDIVIDUAZIONE DI UN COLLAUDATORE NELL'AMBITO PON PER LA REALIZZAZIONE DI AMBIENTI DIGITALI

(si consulti l'Albo on line)

ORARIO ESTIVO

 A PARTIRE

DA LUNEDI 11 LUGLIO 2016

NEI MESI DI LUGLIO E AGOSTO

I NOSTRI UFFICI SARANNO APERTI AL PUBBLICO DALLE ORE 10.30 ALLE ORE 12.00

LA SCUOLA RESTERA’ CHIUSA

 IL SABATO 

DAL 23/7/2016 AL 20/8/2016

                                                                                  IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                  ALFIO ALBANI

 

 

Pubblicato l'elenco dei testi adottati per l'a.s. 2016-17

Pubblicato il report del Monitoraggio Studenti Diplomati

Borsa di studio Fondazione Opera Moreschini

 

2400 anni e non sentirli... Gli Uccelli di Aristofane con il Perticari a Senigallia

 

Metti una "Fenice" di Senigallia da quasi 1000 posti gremita, metti 45 ragazzi e ragazze sul palco, espressione di energia pura, a volte esplosiva, altre volte canalizzata sapientemente. E poi mettici insegnanti appassionati, la sinergia con altre scuole e università, costumi, trucco e acconciature originali ed ecco la commedia greca "Gli Uccelli" di Aristofane, scritta più di 2400 anni fa, che, grazie alla rivisitazione del Perticari, con la regia di Giorgio Sebastianelli, risulta attuale, godibile, evergreen nei contenuti, divertente nelle soluzioni sceniche spesso frizzanti. E la contaminatio generis consente alle avvincenti e suadenti sonorità di varia cifra stilistica, compreso il jazz, eseguite da docenti e studenti che suonano dal vivo, di amalgamarsi perfettamente con le movenze degli attori e viceversa. Temi antichi eppur contemporanei quelli rievocati: il desiderio di affermare se stessi, ma anche di sottrarsi alla pesantezza di riti sempre uguali, la ribellione allo status quo, la ricerca di evasione, l'immagine dello straniero e del diverso che può aprire tante riflessioni serie. Ma si tratta pur sempre di una commedia! E anche qualche battuta allusiva e un po' licenziosa genera risate e coinvolge allegramente, stemperandosi nei significati sottesi... Quanta ricerca e approfondimenti culturali, quante prove e tempo dedicato: dai bellissimi costumi ai testi, dall'imparare ad esprimersi all'apprendere i passi di danza, dal superare qualche naturale timidezza al lasciare fluire tutta la vitalità della giovinezza, tutto ciò ancor più encomiabile considerando che i giovani attori provengono dai tre indirizzi del liceo. Impossibile citare tutti i protagonisti sul palco e dietro le quinte, che meritano un grande applauso come quelli tributati continuamente anche a scena aperta per l'impegno, la capacità di mettersi in gioco, la tenacia e la volontà, per uno spettacolo che resterà una bellissima tappa nella storia del nostro liceo classico Perticari.

                                                                                Elsa Ravaglia, Irene e Sofia Filippetti

 

 

 

AVVISO

I TABELLONI DELLO SCRUTINIO FINALE PER LE CLASSI 1 2 3 4 a.s.2015/16

SARANNO PUBBLICATI MARTEDI' 14 GIUGNO 2016 ALLE ORE 12.00

PRESSO LA SEDE DI VIA D'AQUINO.

PER GLI STUDENTI DEL LICEO CLASSICO ANCHE PRESSO LA SEDE DI VIA ROSSINI.

                                                                                                                     Il Dirigente Scolastico

                                                                                                                  Alfio Albani

 

LA CULTURA FA SPICCARE IL VOLO

Successo del  liceo Perticari alla Fenice con Aristofane


Grande affluenza mercoledì sera al teatro La Fenice per lo spettacolo del  gruppo di teatro classico del Liceo Perticari.

Docenti, personale scolastico, genitori e, soprattutto, tanti giovani, alunni di oggi e di ieri, hanno seguito tra risate e applausi a scena aperta la divertente e variopinta messa in scena di Gli Uccelli di Aristofane.  Battute vivaci, ritmo indiavolato caratterizzano la commedia che mantiene ancora tutta la sua vitalità e attualità  a 2430 anni di distanza dalla  sua prima rappresentazione.

Il regista Giorgio Sebastianelli  ha saputo trovare nei 45  giovani attori, alunni dei tre diversi indirizzi del Liceo,  degli interpreti credibili di un mondo alla rovescia dove anche gli dei sono costretti a supplicare due vagabondi-pezzenti, i protagonisti auto-proclamatisi re della città degli Uccelli. Attori diversi nei panni di Pistetero ed Evelpide, prima coppia comica del teatro occidentale, si  sono conquistati il potere  sfidando il coro degli uccelli che sul palco si muoveva come uno stormo  in cielo o che riproduceva, in altri passaggi, i movimenti dei volatili delle nostre piazze grazie al lavoro attento della  coreografa Paola Piccioni. Ancora una volta, dopo le  Baccanti, si è apprezzata l’ambientazione ideata dalla scenografa Donatella Discepoli e i costumi, creati in collaborazione con M.Cristina Mazzaferri. La band che ha scelto ed eseguito le musiche era composta da Giacomo Uncini, Tommaso Torreggiani, Amedeo Griffoni, Marco Cattaneo, docenti del liceo, e dagli alunni Francesco Pio Albenzio e Luca Giacomini.  I suoni delle trombe e del corno, armonizzandosi con tastiera batteria basso,  hanno creato suggestioni Western nella sfida tra uccelli e  una gioia  zingaresca nel finale.

Ultima considerazione:  lo staff, che si completa con l’apporto delle docenti coordinatrici Isabella Antonietti e Stefania Rocchetti, ha saputo creare una rete di collaborazioni utilissime ai fini del successo finale, al quale hanno certamente contribuito le  maschere e   le ali create dagli studenti del corso di design dell’Università di San Marino e  i trucchi e le  acconciature originali  realizzati dagli allievi dei corsi IAL della Regione.

Ma la chiave del successo, ovviamente, sono i giovani attori che con  costanza da novembre  si sono messi in gioco, provando e riprovando, creando e improvvisando, guidati dal regista e dalla coreografa. In un primo momento l’impegno è stato di qualche ore alla settimana, ma negli ultimi mesi il gruppo si è incontrato quasi tutti i giorni, anche con il sacrificio del sabato pomeriggio. I risultati si sono visti: tra i ragazzi si è creata complicità e affiatamento, una corrente di energia che ha fatto funzionare tutto, anche il balletto di 40 ragazzi che in buona parte non frequentano gruppi di danza o che magari sulle prime si sentivano addirittura inadeguati e volevano tirarsi indietro. Il pubblico  si è diversito, a tratti emozionato, e ha manifestato di continuo con gli applausi la sua piena partecipazione.

Sarebbe ingiusto qui ricordare solo alcuni interpreti: i vari Pistetero ed Evelpide, Upupa, Usignoli….bisognerebbe parlare di ognuno dei tanti ragazzi. E allora alleghiamo il foglio di sala che li nomina tutti.

Date le caratteristiche originali del progetto e la trasversalità delle collaborazioni messe in atto, la redazione del TG Regionale era presente in sala e  ha dedicato un servizio all’evento, che è andato in onda venerdì 3 giugno alle ore 19,30 . Il servizio è visibile al sito:

http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/media/rubriche/ContentItem-e6a5d44f-4ef0-4e48-83d0-7b7bcc99de64.html.

 

Libretto di sala (visita il link)


Interpreti e Personaggi, gli Studenti del Liceo Perticari


Pistetero-Evelpide (1): Lorenzo Pierpaoli,
Riccardo Pierpaoli
Pistetero-Evelpide (2): Ilaria Latini,
Greta Vignoli
Pistetero-Evelpide (3): Lorenzo Fioretti,
Alessio Naddeo
Pistetero-Evelpide (4): Alvise Cecchetti,
Michele Mennessier
Upupa: Alessandra Cavallari
Usignolo: Lorenzo Tombesi
Usignolo: Melissa Ventura
Triballo: Elisabetta Baldini
Triballo: Ilaria Latini
Triballo: Natalia Sleptsova
Eracle: Riccardo Attorri
Iride: Chiara Morbidelli
Prometeo: Jacopo Congestri
Poseidone: Ludovica Mancini
Poeta: Gian Maria Tiroli
Metone: Elena Barabesi
Sicofante: Chiara Neri
Messaggero: Letizia Cerasa
Messaggero: Sofia Paganelli
Messaggero: Aurora Paialunga
Messaggero: Alessandra Taddei
Messaggero: Arianna Turchi 


GLI UCCELLI, IL CORO
Michael Abrego
Alessia Beciani
Maria Vittoria Bonvini
Margherita Canafoglia
Marie Claire Capitanelli
Doska Damailoska
Giovanna Di Biase
Elena Esposito
Teresa Esposto
Davide Mancini
Elisabetta Onori
Maria Streccioni
Chandra Talamonti
VOCI
Michael Abrego
Marie Claire Capitanelli
SPOSE
Alice Bagnoli
Diletta Campanile
Valentina Consolo
Stella Fanesi
Rachele Mancini
Khadijia Sidgi

 

Giacomo Uncini e la ‘Die Vogel Band’ (docenti e studenti del Liceo)
Francesco Pio Albenzio: Piano, Synth
Marco Cattaneo: Basso
Luca Giacomini: Tromba
Amedeo Griffoni: Percussioni, Batteria
Tommaso Torreggiani: Corno
Giacomo Uncini: Tromba

 

 

 

Mi piace pensare...

In merito al contributo, importante, della dott.ssa Elsa Ravaglia, mi sento di 
dire, a distanza di alcuni giorni dalla pubblicazione dello stesso, poche 
parole. Ma meditate, dovute, sincere.

Ecco, le conferenze sono state un esempio vivo, dinamico, concreto di come la 
scuola, la nostra scuola, sia riuscita a non sclerotizzarsi su contenuti 
"scolastici", quelli dei "programmi ministeriali", a volte tristemente triti e 
svuotati di ogni anelito alla ricerca. In questi ultimi anni l'offerta 
formativa e culturale non è mai stata un deja vu, ma si è sempre presentata 
sotto una facies culturale diversa, multiforme, interdisciplinare e aperta non 
soltanto alle tematiche proprie dei vari indirizzi di studi (penso alle 
tematiche classiche con tutto ciò che si intende per "classico"), ma anche a 
molti altri ambiti dello scibile umano, dalla storia alla fisica alla medicina 
alla tecnologia. Ogni intervento è stato per noi docenti, che eravamo lì, e per 
gli studenti, che erano lì, foriero di riflessioni, considerazioni, 
interrogativi, stimoli e fors'anche sentiero incipiente su cui avviare il 
cammino della scelta post-universitaria. Abbiamo sentito relatori appassionati 
e competenti dialogare con i ragazzi di poesia (a volte poeti essi stessi), di 
letteratura, di fisica nonché di banda larga e big-data per non parlare  di 
Costituzione ed educazione civica. Insomma, delle conoscenze trasformate in 
competenze, dei contenuti problematizzati e criticamente osservati nella 
prospettiva di renderli non solo belli, ma anche utili, degli stimoli culturali 
capaci di instillare negli adulti di domani il preziosissimo seme della 
curiosità.
Mi piace pensare questa scuola che, con le conferenze, valorizza anche il 
territorio, dal quale risulta a sua volta valorizzata.
Mi piace rappresentare nella mia mente un sapere dinamico e fluido che le 
conferenze hanno saputo costruire.
Mi piace ripensare all'Aula Magna, in molti casi gremita di tanti cittadini e
studenti 
silenziosi e attentissimi perché - non dimentichiamolo - se il relatore sa 
trasmettere un argomento interessante, tutti i ragazzi, anche i più svogliati, 
sanno riconoscerne il valore, serbandone memoria dentro di sé.
Mi piace pensare che questo lavoro di équipe nella costruzione della carta di 
identità culturale e didattica della nostra scuola, possa andare avanti.
Mi piace pensare che il miracolo delle conferenze possa ripetersi.
Mi piace, mi piace molto pensare tutto ciò.

                                                                                                                                             Oretta Olivieri

 

 

Quel che non è inferno...

Dalla città dei sogni, da Vittorini a Calvino, alla Costituzione italiana;

dall'intelligenza artificiale all'ager gallicus

Non sempre si riesce a fare quel che si vorrebbe, ma quando le circostanze sono favorevoli e al desiderio si abbina la giusta dose di buona volontà, allora ciò può accadere. E' stato questo positivo insieme che ci ha consentito di partecipare, pur in mezzo a tanti impegni, a ben quattro degli eventi pomeridiani in calendario nella rassegna “Cultura/Creatività/Conoscenze" edizione 2016, organizzata dal Liceo classico Perticari di Senigallia. Tutti incontri "accattivanti sulla carta", ma dal vero? ebbene, una piacevole conferma e lo dico da ex-allieva e da cittadina, mamma di una studentessa liceale, che ugualmente ha partecipato con molto interesse.

Senza alcun dubbio una rassegna di spessore, e anche possibile esempio di Sistema Formativo Territoriale Integrato, con relatori competenti, appassionati e appassionanti e un inatteso fil rouge che inanella concetti quali apertura, solidarietà, collaborazione, rete, libertà ...

Vorrei condividere alcune riflessioni in ordine sparso.

Il professor Giuseppe Langella, durante la conferenza "La città dei sogni: da Vittorini a Calvino" ci ha consentito di percorrere due opere, lontane ed attuali, di due autori: “Le città del mondo” di Elio Vittorini e “Le città invisibili” di Italo Calvino.
In un affascinante percorso a ritroso nel tempo siamo stati condotti dal dopoguerra del secondo conflitto mondiale agli anni utopistici del ’68. Il pastorello Rosario ci ha insegnato a guardare la realtà senza pregiudizi ma anzi con l’occhio stupito e incantato del bambino, così la visione della cittadina festante di Scicli in Sicilia suscita in lui entusiasmo, mentre il padre, intimorito dalle grida del figlio, si arma temendo chissà quale sciagura e - invece -  trova il bello.
Un cenno alla New York vista come Babele, ma una Babele in cui la diversità di linguaggi, anziché generare il caos, si risolve nella capacità di convivere serenamente, sentendosi al sicuro e lontani dalle paure. Almeno così la vedeva allora Vittorini. E oggi? In questa epoca in cui siamo più abituati ai romanzi e ai film distopici, e la realtà ci viene spesso descritta come spaventosa e il sospetto sembra dilagare ovunque,  può sembrare strano pensare all’utopia, ma il libro “Le città invisibili” di Calvino ci orienta in tal senso: Zobeide, una delle 55 “cartoline” che costruiscono tale libro, ne è un esempio, sebbene si tratti di  un’utopia discontinua.

Se le intelligenze computeristiche e artificiali descritte dal professor Aurelio Uncini nell'incontro “Intelligenza artificiale e il fenomeno del big data" sono state ispirate dai circuiti neuronali e alle sinapsi, ovvero alle connessioni che tra i neuroni si instaurano, forse è il momento di "riprenderci" questa caratteristica degli esseri viventi: la capacità di connessione e interrelazione, promuovendo e ricostituendo quelle reti sociali interpersonali reali, tipiche delle società umane evolute. Non è necessario demonizzare le reti virtuali, anzi spesso sono apprezzabili,  ma di certo sarebbe opportuno non subirne il potere quasi ipnotico che possono esercitare a tutte le età. Il potere di qualsiasi schermo è incredibile: basta entrare in una stanza con uno schermo acceso di qualsiasi tipo ed inevitabilmente gli sguardi ne saranno prima o poi attratti. Allora, vediamoci tra persone reali più spesso e senza schermi che ci separino, riprendiamoci la manualità, la capacità del creare con i materiali, del fare e non più soltanto quella del  "touch screen", recuperiamo un rapporto più diretto con le persone, gli oggetti, l'arte, la natura!

Altro messaggio che potremmo aver colto è quello di fare sempre più attenzione a ciò che desideriamo realmente che rimanga di noi nell'etere "in eterno":  foto, affermazioni, dichiarazioni e altro. Di fronte al nostro profilo Facebook potremmo dire, parafrasando una nota canzone di Federico Moro "prima di dare l'invio, pensa!"

Una intensa registrazione di Pietro Calamandrei con il suo discorso ai giovani sulla Costituzione del 1955 ha aperto l'incontro con il magistrato Silvia Corinaldesi  “Tutto quello che uno studente sa, ma non intende della Costituzione”, riportandoci ad un'epoca in cui i termini libertà, diritti, democrazia avevano un grande impatto anche emotivo sulle persone ed erano vissuti come una irrinunciabile ri-conquista. Troppo vicini erano gli eventi bellici e la privazione della libertà per potersene dimenticare. E ora, forse i lunghi anni di pace, almeno apparente, ci hanno intorpidito? ci hanno anestetizzato ed assuefatto gradualmente a quella che ci appare quasi un'abitudine? ma non possiamo dimenticare che i germi dell'odio e delle intolleranze sono sempre pronti a germogliare e più c'è  ignoranza e incapacità all'ascolto dell'altro e più questi si sviluppano. E infatti funesti venti di guerra da ogni parte del globo continuano a serpeggiare e talvolta sembrano insinuarsi anche nelle nostre comunità. Ma se certamente da soli non si riesce, insieme, ciascuno per il proprio pezzetto, con umiltà e tenacia, cambiare in meglio il mondo si può!

Non dimentichiamo le nostre radici storiche, nella sua conferenza  “La romanizzazione dell’ager gallicus: un nuovo modello urbano o l’annullamento delle diversità?” il prof. Giuseppe Lepore ci ha ventilato e fatto intuire che anche laddove i vinti sembravano del tutto sottomessi, alla fine sono riusciti a permeare almeno in parte con la propria cultura anche il contesto dei vincitori. Una lettura forse insolita della storia, attraverso testimonianze archeologiche anche apparentemente poco significative, che apre prospettive interpretative assai interessanti.  Non dimentichiamoci che siamo tutti figli della stessa terra, "la Grande Madre antica a cui prima o poi tornano tutti i viventi" e che dovremmo re-imparare ad amare e rispettare di più.

Ritorniamo allora alle "Città invisibili" di Calvino, citandone il meraviglioso passo finale: “L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti. Accettare l’inferno e diventarne parte a tal punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio.”

Possiamo ben dire, dunque, che iniziative come questo ciclo di conferenze promosso dal nostro Liceo Classico Perticari, offerto non solo agli studenti e docenti, ma anche alla cittadinanza, possa inscriversi in “quel che non è inferno” e che dunque noi tutti dovremmo aiutare a farlo durare nel tempo e a dargli spazio nella collettività.

 

Senigallia, 22/1/2016 - 17/02/2016 -  4/3/2016 - 14/3/2016

Elsa Ravaglia con il contributo di Irene Filippetti (3° BL)

 

Buonasera a tutti, approfitto di questa email per inviarvi un breve articolo, 
concernente alcune riflessioni scaturite dalla frequenza alla rassegna 
culturale di questo Liceo che abbiamo molto apprezzato, sia io che mia figlia. 
Tempo fa avevo accennato al Preside che lo avremmo voluto inviare e, seppure 
con un certo ritardo, eccolo qui, speriamo non vi annoi! 

Per quanto riguarda la convocazione del 26 maggio spero di poter partecipare, 
anche se non ne sono del tutto sicura in quanto coincide con un convegno 
importante. A presto, cordiali saluti, Elsa Ravaglia 


Gentile
 dott.sa Ravaglia,

ho apprezzato moltissimo non solo le sue parole così puntuali e autentiche per descrivere la nostra ultima rassegna, ma soprattutto la prossimità, il calore, il coinvolgimento che lei ha così acutamente e autenticamente espresso. Non sono bei tempi per la scuola, leggere tutto quello che lei ha scritto è una grande consolazione, una forma piccola e al contempo di grande conforto a fronte del grigiore e della solitudine che si prova e che provo. La puntualità e il rigore con cui lei ha voluto comporre questo quadro, queste proposte le fanno onore a prescindere dalle mie stesse parole. Non le nascondo che quando cinque anni fa cominciai ed intrapresi questo genere di iniziative erano tanti i dubbi sul fatto di trovare delle corrispondenze, non dico degli apprezzamenti, ma delle persone che resistendo all'ondata di un pensiero unico sempre più devastante, potessero intravvedere una luce, uno spiraglio per scommettere ancora che è possibile pensare, riflettere, chiedersi perché. Mi permetto semplicemente di sottolineare che questo sforzo e questa volontà appartengono alla scuola ma anche ad un mio personale convincimento che mi suggerisce e mi incita a continuare a resistere, a proporre, a sperare che i nostri giovani, che i suoi figli, che i figli degli altri genitori possano custodire questi frammenti di civiltà, queste emozioni, questi squarci di cultura e benessere che questo mondo ogni giorno cerca di negarci. Grazie. Le chiedo gentilmente di pubblicare  questa sua lettera sul sito ufficiale della nostra scuola perchè credo che possa costituire e rappresentare un forte contributo che corresponsabilmente vuole animare la nostra scuola per il bene dei nostri giovani. Grazie ancora di cuore.

Sentitamente Alfio Albani.

 

25/05/2016

 

Quel che non è inferno...bhè, l'inferno è dentro e fuori di noi:cosi i saggi e il nostro Sommo Poeta. La bella e sentita riflessione della sig. Ravaglia mi trova concorde come ascoltatrice di quasi tutti gli incontri di Conferenze CULTURA CREATIVITA' CONOSCENZA , spuntate fuori dal cappello magico del nostro pirotecnico e magmatico Dirigente Scolastico tra Tè letterari, Scienze , Coscienze e Storie varie ! Dunque:in una istituzione Scolastica ? Che cosa c'entrano con il denaro pubblico ?! Questi qua e là i dubbi che emergevano e che vedevano la partecipazione di pochissimi docenti della scuola stessa... Personalmente ritengo che CREARE stimoli culturali - e spesso contro l'omologazione in atto -,stimolare a pensare e riflettere spaziando in ambiti diversi , allargare le conoscenze sia uno dei DOVERI fondamentali della Scuola (se non dell'UOMO). Poi ognuno lo fa nei modi a se' piu' congeniali e che ritiene più giusti.

Che con la rivoluzione telematica in atto a rischio sia proprio l'uomo,lo affermano i neuroscienziati,senza scomodare filosofi e saggi.

Il CONOSCI TE STESSO,simbolo dei vari cicli di incontri con personalità diverse,nell'atmosfera di decadenza e spietatezza in cui siamo immersi ,con i muri reali e non che costruiamo ogni giorno tra noi,potrebbe aver aperto spiragli eterogenei in chi ,con partecipazione, ha ascoltato le varie conferenze...La conoscenza dovrebbe spingere ad uscire più spesso dal nostro punto di vista, in genere necessariamente limitato,parziale,frammentato e metterci in COMUNICAZIONE SINCERA con gli altri. Facile a dirsi, perla rara a viversi,persino nella limitatezza di un consiglio di Istituto ,dove il NON riuscire a comunicare e a sentirsi CAPITI porta spesso le persone più sensibili ad andarsene via.

                                                  Un membro del Consiglio di Istituto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 “Ich kenne mich nicht aus” (L. Wittgenstein, Ricerche Filosofiche), “Non mi ci raccapezzo” – La filosofia coi bambini è il progetto-pilota che ha ispirato l’attività di alternanza Scuola/Lavoro rivolta agli studenti  della Classe III B del Liceo “Perticari” - Sez. Liceo delle Scienze umane e che ha visto come destinatari i bambini della Scuola dell’Infanzia “Tiro a Segno” di Corinaldo. Una proposta didattica orientata ad accostare gli studenti all’esperienza della “filosofia coi bambini”, una pratica educativa originale che si pone in linea con gli studi inaugurati negli Stati Uniti da Matthew Lipman all’inizio degli anni ‘70. La "Filosofia con i bambini", e non "insegnata ai bambini", è un tipo di filosofia analitica che nasce dalla necessità di integrare la normale attività scolastica arricchendola di esperienze altamente innovative. E’ come se i ragazzi e i bambini diventassero loro stessi un po' filosofi, applicando un metodo che li spinge ad indagare su oggetti comuni e di uso quotidiano. Un metodo ancora sperimentale e una pratica educativa che non si pone come obiettivo la trasmissione di qualche nozione, bensì lo sviluppo di forme autentiche di conoscenza o di pensiero. Al fianco dei bambini, gli studenti hanno vissuto un approccio alla filosofia declinata in un insieme di categorie ludico-creative, quali: la meraviglia, l’emozione che ci affascina, la possibilità di una mente simbolica “estesa” che attraverso l’auto-elevazione semantica dispone di segni-sostituti che ci permettono di presentificare ciò che è assente, l’esplorazione delle estensioni del pensabile e dell’immaginabile.  Nelle tre giornate di stage, studenti e bambini hanno dato vita ad una comunità di ricerca in grado di riconoscersi e di produrre significati. I bambini stimolati ad utilizzare il controfattuale, hanno allenato la loro innata capacità di immaginare e  trovare soluzioni a problemi astratti e concreti che sono stati loro presentati. Insieme, hanno esercitato quegli aspetti del linguaggio legati, in modo particolare, all’espressione, alla comunicazione, alla relazione, alla socializzazione, sviluppando alcune questioni tipiche della discussione filosofica. Il nucleo di interesse euristico e cognitivo verso cui  si sono indirizzate le sessioni di lavoro e intorno a cui si è mosso il dialogo è stata l’idea di “ tempo”.

L’ articolazione dell’attività ha previsto due diversi laboratori: 

1° LABORATORIO:

Decostruire un oggetto: Prima era una pannocchia e poi ??”

Setting: fattoria didattica “dei Conti” – Scapezzano di Senigallia

2° LABORATORIO:

Tema di indagine: “IL TEMPO”

Setting: Scuola dell’Infanzia  “Tiro a Segno” di Corinaldo - Spazi attrezzati all’interno dell’aula. Sviluppo della discussione filosofica: “Il Signor Tempo, tutto vede e tutto trasforma”. Item:

·        Il tempo:“veloce o lento”?

  • Quali sono le parole del Signor Tempo?
  • Scelgo una cosa e la trasformo (la pannocchia di mais diventa…)

Gli studenti hanno affiancato i bambini nella realizzazione di opere di rappresentazione grafica dei temi di discussione solidarizzando in una vivace elaborazione creativa. Il coinvolgimento dei piccoli partners ha animato il laboratorio ritmico-motorio in cui il senso del tempo è stato espresso attraverso piccole esecuzioni con strumenti a percussione e giochi di movimento. Fondamentale il contributo della prof.ssa Francesca Appiotti, tutor scolastico del progetto di ASL della classe, che ha curato l’organizzazione e l’allestimento  dell’attività laboratoriale. L’esito del lavoro confluirà nel palinsesto dello spettacolo teatrale “Il mago Tempo” che i bambini della Scuola dell’ Infanzia di Tiro a Segno, coadiuvati da una rappresentanza dei ragazzi  del Liceo, presenteranno la sera del 6 Giugno 2016 presso il Teatro Comunale C. Goldoni di Corinaldo.

I laboratori  realizzati hanno promosso quelli che sono gli obiettivi classici della filosofia coi bambini, ovvero: un incremento dell'apertura mentale, delle possibilità immaginative, dell'amore per il dialogo e la discussione regolamentata all'interno di un gruppo e non ultima la capacità di trattare concetti complessi e profondi.

Alla buona riuscita del progetto ha concorso  la professionalità della docente tutor esterna dell’ASL, Laura Mantoni a cui si è affiancata l’efficace collaborazione delle docenti della scuola dell’Infanzia di Tiro a Segno. 

Bambini e adolescenti: l’immediatezza dell’attimo presente che incornicia il “tempo” del bambino e l’ansia di futuro che orienta il giovane verso l’avvenire. Un interscambio di vissuti, di emozioni e di conoscenza.  Così si è voluta intendere la progettualità dell’Alternanza scuola/lavoro.

                                                                        Il coordinatore dell’Alternanza Scuola/Lavoro Liceo delle Scienze umane

                                                                                                                 Prof. Fernando Pancotti

 

Lavoro come interpretazione del ludus didattico

per affrontare l'esperienza dell'alternanza scuola lavoro.


 

“SPORT PER CRESCERE”: COMUNE DI SENIGALLIA E PANATHLON INSIEME PER FAVORIRE LO SPORT COME CULTURA. IL LICEO PERTICARI VINCITORE DEL CONCORSO


 

Durante la manifestazione sportiva Gymfestival appena conclusasi nel Palasport di Senigallia (17-19 aprile 2016), la classe 3B Scienze Umane del Liceo Perticari, sotto la guida della professoressa Francesca Appiotti, è stata pubblicamente premiata per essersi aggiudicata il primo posto nella categoria “Illustrazione grafica – fotografia” nell’ambito del concorso “Sport per crescere”.

Il progetto, patrocinato dal Comune di Senigallia in sinergia con il Panathlon International della città, persegue l’intento di stimolare la creatività, la fantasia, il gusto del contatto nei giovani, sempre più disabituati al confronto costruttivo gli uni con gli altri.

Tutto ciò sotto l’egida dello sport. Lo sport è il tema del concorso, ma anche strumento e modalità positiva di crescita personale e collettiva delle nuove generazioni.

La foto vincitrice – un grande cuore riempito di palloni, emblema dello sport, e circondato di giovani che l’uno accanto all’altro guardano verso l’alto – vuole dimostrarlo, come recita la didascalia apposta ad essa: “Semplice e complesso allo stesso tempo. Dentro lo sport c’è tutto il mondo. C’è voglia di contare, il piacere di esserci, l’emozione di fare. Lo sport aiuta a comprendersi, a mettersi in gioco e a seguire le proprie inclinazioni, esplorandone le potenzialità. Il cuore è la rappresentazione del prezioso legame che lo sport può far nascere tra le persone”.

Praticare la cultura dello sport per fare dello sport cultura. Cultura intesa come modus vivendi, mezzo per conoscere i propri limiti, ma anche le proprie potenzialità, modalità per costruire la propria autostima, ma anche palestra per saggiare la possibilità della sconfitta. Pratica antichissima, portata a vertici altissimi già nella Grecia di età arcaica, lo sport si è arricchito nei secoli di valenze plurime e significative. La cultura sportiva come metafora della vita: in particolare, la scuola vuole porre l’accento – e questo emerge chiaramente dalla foto vincitrice del concorso – sull’importanza del “fare squadra”, ovvero della collaborazione e del confronto tra giovani nel comune rispetto di regole condivise che nello sport, come nella società, sono la base della loro ragion d’essere. Se nella Grecia classica il fine precipuo di un agonismo esasperato era la vittoria nella singola competizione, nella cultura odierna la scuola vuole insegnare a competere per confrontarsi con se stessi e aprirsi all’altro, per valorizzare potenzialità e accettare limiti, nella costruzione dello spirito di squadra e della cultura dell’integrazione.             

 

 Pubblicati sull'Albo On Line (link dalla barra dei menu in alto) i bandi di concorso per il personale ATA:

Collaboratore scolastico, Addetto azienda agraria, Assistente amministrativo, Guardarobiere, Cuoco, Infermiere, Assistente tecnico


Limiti di reddito per l'esonero dal pagamento dalle tasse scolastiche per
l'anno scolastico 2016/2017
(Circolare Ministeriale)

 

 

 

Pomeriggio Montessoriano

(visita il link)

classi IVBU e IVCU

 

 

Nel mese di marzo è stata avviata la "valutazione esterna delle scuole" secondo il documento redatto dalla Conferenza per il coordinamento funzionale del sistema nazionale di valutazione e reperibile al seguente link:

 	https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/valutazionescuole/Documento_divulgativo_10_02_2016_DEF.pdf 
	


Cultura Creatività Conoscenze

 

Pubblicato il calendario degli incontri per Scuola Aperta


 

COMUNICATO STAMPA

 

DIMMI COME VAI ALL’UNIVERSITA’ E TI DIRO’ SE HAI FATTO UNA BUONA SCUOLA SUPERIORE.

L’ECCELLENTE RISULTATO ONLINE DELLA FONDAZIONE AGNELLI PER IL LICEO “GIULIO PERTICARI” DI SENIGALLIA

 

   

Dicembre, ci siamo. Si avvicina il momento dell’iscrizione alla scuola superiore per chi frequenta la terza media. Soppesate attitudini ed aspirazioni, valutati gli sbocchi professionali, ascoltati i consigli di professori e genitori, chi ora ha tredici anni si accinge a fare una scelta importante, anzi decisiva per il proprio futuro. Scelta personale e meditata, magari sostenuta anche da Eduscopio 2015, il portale della Fondazione Agnelli che valuta la qualità di 4400 licei e istituti tecnici in tutta Italia.

 

La consultazione del portale è semplice e gratuita. Ogni ragazzo/genitore indica quale scuola/indirizzo ha scelto e seleziona il comune di residenza. A quel punto schiacciando il pulsante “cerca” ottiene la lista delle scuole migliori dell’area circostante.

 

Dimmi come vai all’università – e per università si intendono tutte le facoltà, dell’area sia scientifica sia giuridica sia umanistica – e ti dirò se hai fatto una buona scuola. Il metro di misura è essenzialmente la capacità di preparare ed orientare gli allievi agli studi universitari. La Fondazione Agnelli ha analizzato i risultati al primo anno di università di 700mila diplomati italiani sulla base dei voti agli esami e dei crediti conseguiti nella scuola superiore. Un criterio semplice e trasparente per capire il valore del lavoro delle scuole superiori. 

 

Ma veniamo ai dati. Un risultato eccellente e di primo piano per il Liceo Perticari di Senigallia. Selezionando i licei classici della Provincia di Ancona in un raggio d’azione di 30 km., il primo posto assoluto spetta al Liceo Perticari che si posiziona davanti al Vittorio Emanuele II di Jesi, al Guido Nolfi di Fano e al Carlo Rinaldini di Ancona con un indice FGA (indice che mette insieme la Media dei Voti e i Crediti Ottenuti normalizzati in una scala che va da 0 a 100, dando un peso al 50% ad ognuno dei due indicatori) di 80.26 contro i 77.2 del Vittorio Emanuele, il 75.72 del Nolfi e il 73.75 del liceo dorico.

 

Cosa scelgono, a diploma conseguito, gli immatricolati ? E’ necessario, a questo punto, sfatare un altro luogo comune privo di fondamento, ovvero la propensione degli studenti del liceo classico per gli studi universitari umanistici. Dati alla mano, il liceo classico si conferma, ancora nel 2015, come ottimo trampolino di lancio per studi universitari di qualunque area: da quella –  certamente – umanistica (23.4%), a quella giuridico-politica (21.9%), a quella scientifica (19.6 %) con una punta di immatricolazioni e di successo formativo al primo anno in una facoltà dell’area medica (i termini medici sono un calco della lingua greca) pari al 9% contro il 3,8 % del liceo scientifico Medi.

 

In conclusione, è statisticamente dimostrato ed è un dato certo che il liceo Perticari fornisce buone basi per il proseguimento negli studi universitari così come evidenziato dalla Fondazione Agnelli. Oltre a ciò, noi operatori ed educatori del liceo Perticari vogliamo ribadire a chiare lettere, specialmente in un momento di crisi dei licei classici come quello attuale sul piano nazionale, il legame molto stretto tra studi classici e successo universitario, anche nell’ottica della rivalutazione dei beni culturali come risorsa economica e di vita. Con l’autonomia, poi, e con l’organico potenziato della nuova legge sulla Buona Scuola, si andrà, inoltre, a modificare il piano di studi, integrando insegnamenti quali diritto ed economia, potenziando la matematica e mettendo in primo piano le lingue con la possibilità di studiare una seconda lingua moderna.

 

 
 
 
 
 
Pubblicato l'orario di ricevimento per i due plessi, in vigore da lunedì 9 novembre
 
 
ORIENTAMENTO IN USCITA:
 
 
PROGETTI POF - POFT a.s. 2015/16
 
 
Il Perticari ospite d’onore all’inaugurazione dell’Anno Scolastico 2015-2016 alla presenza del Presidente della Repubblica. Diretta nazionale su Rai Uno

 

Inizio dell’anno scolastico 2015-2016 sotto i migliori auspici per il Liceo Classico “G. Perticari” di Senigallia. Reduci dalla straordinaria vittoria nella finale della fase nazionale delle Olimpiadi della danza conseguita lo scorso 18 aprile a Verona, i venti studenti del Perticari, orchestrati e coordinati dalla professoressa Maria Cristina Mazzaferri e dal coreografo Davide Albonetti (anche lui ex studente del liceo classico diplomatosi con il massimo dei voti), si accingono a replicare l'esibizione che li ha portati al primo posto assoluto, con il punteggio massimo di 60/60, al termine di una durissima competizione tra 29 scuole del centro-nord Italia. Il tutto alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e delle massime Autorità dello Stato.

Lunedì 28 settembre ha avuto luogo a Napoli, presso il Cortile dell’Istituto Professionale Industriale e Artigianato Sannino-Petriccione, la tradizionale cerimonia di inaugurazione dell’Anno Scolastico 2015-2016 appena avviato. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai Uno.

Per la prima volta, in centocinquantaquattro anni di vita del Liceo Perticari, ospite speciale di questa lietissima manifestazione su invito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca è stata, dunque, una delegazione di studenti della scuola, accompagnati dal Dirigente Scolastico Prof. Alfio Albani, dal Presidente del Consiglio di Istituto Dott. Giuseppe Cecchetti e dalle Prof.sse Maria Cristina Mazzaferri  (referente del progetto Olimpiadi della danza) e Paola Piccioni. In tutto venti ragazzi, diciannove ragazze e un ragazzo, frequentanti anni diversi di entrambi i plessi di via D’Aquino e via Rossini (quattro ragazze hanno conseguito il diploma lo scorso luglio): Martina Fabri, Margherita Missadin, Elena Pesaresi, Andrea Renzi, Camilla Riccardi, Federica Fratini, Anna Rizzo, Anna Federiconi, Chiara Guidoni, Monica Leone, Domiziana Mengucci, Valeria Testaguzza, Gaia Mancini, Aurora Gamberini, Maria Vittoria Massi (probabilmente assente per impegni universitari), Elena Mencarelli, Serena Pietrini, Benedetta Brilli, Alessia Natascha Merz, Eva Magnani. Da ricordare la collaborazione per la realizzazione dell'esibizione di ex alunne quali Lara Mandolini e Benedetta Gandini.

La squadra del Perticari ha messo in scena un circo bizzarro dai toni cupi, movimentato da personalità esuberanti e da note che mirano allo stupore più profondo, “The Freakshow”. Originalità, creatività, perizia tecnica e un pizzico di poesia sono gli ingredienti di questa eccellente commistione di hip-hop, danza classica e ginnastica ritmica. Il risultato ottimo, conseguito nell’agone di Verona e replicato a Napoli, rappresenta il frutto maturo di un lungo e paziente lavoro collettivo, che ha visto il liceo Perticari, impegnato da molti anni sia nella danza sia nella ginnastica, classificarsi ai primi posti nelle ultime sette edizioni delle Olimpiadi della danza.

Un invito dunque – quello riservato dal Ministero al Liceo Perticari – finalizzato a valorizzare e a dare pubblico lustro alle eccellenze che docenti e studenti hanno realizzato nella scuola per superare i confini della scuola, avvalendosi dell’arte, della musica, dello sport, della danza e della recitazione. Lo studio e la formazione in grado di trascendere i propri angusti limiti. Se è vero – come è vero – che il Perticari è salito recentemente agli onori delle cronache come uno dei migliori licei di Italia per verdetto della Fondazione Agnelli di Torino, a tale merito si aggiunge ora il plauso della partecipazione all’inaugurazione ufficiale dell’anno scolastico per una scuola che sa coniugare mente e corpo, ragione e movimento, musica e danza, crescita individuale e solidarietà e integrazione.    
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Pubblicato il piano annuale delle attività dei docenti
 
 
 
   
 
 
 
 
  

IL LICEO “PERTICARI” VINCE

IL TITOLO NAZIONALE DELLE OLIMPIADI DELLA DANZA. PRIMO ASSOLUTO

 

 

Sabato 18 aprile  a Verona si è svolta la manifestazione sportiva a livello nazionale dove si doveva aggiudicare il titolo assoluto per le Olimpiadi della danza, partecipavano ben 29 squadre italiane che si erano aggiudicate l’acceso alla finale dopo le selezioni regionali.

Gli studenti impegnati erano circa 750 seguiti dai docenti e dai loro genitori.

Il Liceo Perticari è risultato vincitore assoluto con il punteggio massimo di 60/60 conferitogli unanimemente dalla Giuria Nazionale.

Questo importante successo a cui plaude l’intero Istituto, non è frutto di una serie di circostanze fortunate ma di un lungo lavoro svolto negli anni che ha permesso di ottenere questo importantissimo risultato.

L’impegno dei docenti di Scienze Motoria, in particolare della prof.ssa Maria Cristina Mazzaferri che ha preparato e guidato il gruppo degli studenti e studentesse, è stato determinante da tutti i punti di vista.

Ma è altrettanto giusto ed importante rimarcare che il gruppo dei vincitori è stato sostenuto da ex studenti e studentesse del Liceo Perticari che si sono già diplomati, ciò a riprova che esiste un vero e proprio movimento e attaccamento a questa disciplina.

In questo senso un particolare e speciale grazie a Davide Albonetti (coreografo) e Lara Mandolini (aiuto coreografo) che da ex studenti hanno contribuito in maniera importantissima al successo finale.

Un grazie ai collaboratori scolastici della Scuola che hanno sempre offerto la loro massima disponibilità per sostenere il gruppo.

 

Ma il grazie più grande, il plauso più forte alla squadra vincente composta da:

 

Fabri Martina, Missadin Margherita, Pesaresi Elena, Renzi Andrea, Riccardi Camilla, Fratini Federica, Rizzo Anna, Federiconi Anna, Guidoni Chiara, Leone Monica, Mengucci Domiziana, Testaguzza Valeria, Mancini Gaia, Gamberini Aurora, Massi Maria Vittoria, Mencarelli Elena, Pietrini Serena, Brilli Benedetta, Merz Alessia Natascha, Magnani Eva.

 

Un successo per la nostra Scuola, per le Marche e per Senigallia anche alla  luce del 2° posto ottenuto dagli amici del Liceo Scientifico Medi.

 

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

ALFIO ALBANI

 
 
 

La Fondazione Agnelli  ha compiuto una importante indagine sulle Scuole d'Italia

Un prezioso contributo sui Licei Classici e sul Liceo Classico "Perticari" di Senigallia.

 

Il Nostro Liceo è recentemente salito agli onori della cronaca in quanto individuato come uno dei migliori licei classici della provincia di Ancona.

Questa valutazione assume un particolare significato in quanto proviene da un soggetto qualificato come la Fondazione Agnelli di Torino che ha condotto un’indagine in merito al successo scolastico nel primo anno della carriera universitaria di quasi 700mila studenti diplomatisi in Italia tra il 2009 e il 2012.

La Fondazione ha confrontato le informazioni relative ai voti conseguiti nei singoli esami e ai crediti acquisiti elaborando un indice che riassume gli aspetti qualitativi e quantitativi del percorso universitario.

Per rendere i dati omogenei si è tenuto conto di un insieme di fattori tra cui la collocazione geografica dei soggetti e la differente difficoltà dei corsi di laurea anche se la stessa Fondazione sottolinea come il confronto abbia senso solo tra scuole con lo stesso indirizzo di studio e precisa come paragonare scuole di tipo diverso possa essere fuorviante in quanto diverse offerte formative valorizzano in modo differente le potenzialità degli studenti.

Visitando il sito all’indirizzo www.eduscopio.it, lo studente potrà confrontare, per ognuno degli indirizzi (classico, scientifico, delle scienze umane, linguistico e tecnico), scuole che si trovino in uno stesso territorio.

Per quanto riguarda il Perticari si può constatare non solo la buona valutazione riportata dal Liceo Classico ma anche la posizione di eccellenza raggiunta dal Liceo delle Scienze Umane che viene indicato come il migliore in un ambito territoriale di 30 Km comprendente importanti realtà come Ancona, Jesi e Fano.

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 IL NOSTRO LICEO
 
 

La nostra Scuola, il Liceo Classico, delle Scienze umane ed Economico sociale, è il polo degli studi umanistici e delle Scienze economico sociali del territorio senigalliese, del suo entroterra e anche in parte del bacino della valle del fiume Cesano.
Quando diciamo studi umanistici e scienze sociali non vogliamo alzare steccati contro altri tipi di apprendimenti: nella nostra Scuola gli studenti scelgono e ottengono risultati di chiara eccellenza anche quando si iscrivono a falcoltà scientifiche e tecniche.
Le statistiche a nostra disposizione, attraverso le quali monitoriamo le evoluzioni e gli esiti dei nostri studenti, presentano dei chiari ed incontrovertibili risultati.
Parrebbe strano, ma sappiamo, e tutti dovrebbero saperlo, che la distinzione o la separatezza tra la cosiddetta cultura umanistica e la cultura scientifica, per molti versi, è bigiotteria tardo romantica.
Se è vero come è vero che più del 90% dei grandi manager e dei quadri direttivi proviene da studi classici umanistici, dobbiamo ripensare a tutto il sistema di idee che ci viene a volte qualunquisticamente proposto.
In questa breve presentazione della nostra Scuola non si intende promuovere il complesso dialogo, che pur dovrebbe essere effettuato, intorno ai saperi e ai loro statuti epistemologici che, come è evidente per tutti, sono da ripensare e riconsiderare. Ed è proprio in questo senso che molte delle attività didattiche che vengono promosse nella nostra scuola prendono motivazione. Lo sforzo di dinamicizzare le varie discipline e renderle capaci di sviluppare reali competenze e abilità, si attua e si svolge attraverso scelte culturali e pedagogiche che i docenti progettano nel pensare e ripensare gli insegnamenti specifici che gli sono affidati.
Il mutare dei contesti socio-culturali impongono il continuo ripensamento dell'azione didattica che non può prescindere dalle esigenze di apprendimento degli studenti. Il diritto all'apprendimento fonda il riferimento più certo per ogni scelta operativa e culturale atta al miglioramento dell'azione educativa.
Il nostro Liceo attraverso un percorso di costante attenzione sta cercando di promuovere questo tipo di benessere culturale perché profondamente convinto di questo suo mandato.
Un Liceo quindi non severo, ma serio e attento ai propri studenti, alla comunità stessa e non rinchiuso dentro logiche passatiste, una Scuola costantemente proiettata verso la contemporaneità degli ultimi 2.500 anni di civiltà umana.
Siamo infatti convinti che i presupposti su cui si fondano lo Stato moderno, l'Europa, i diritti e i doveri universali, il nostro orizzonte umano e sociale, fanno riferimento a dei presupposti culturali e scientifici imprescindibili. Noi coltiviamo questi presupposti. La loro eventuale alienazione o riduzione costituirebbe non un passo indietro, ma forse la fine stessa delle nostre conquiste civili.
La flessibilità, l'intelligenza (inter legere) offrono agli studenti questi strumenti e valori che possono, come è ampiamente dimostrato,  aprire le porte di tutti i saperi.
 
                                                                                                                                                                                                                Il Preside
                                                                                                                                                                                                              (Alfio Albani)
 

 

 Breve Biografia di Giulio Perticari (sito Wikipedia)

 

 

 

 

 

 

 La scuola deve stimolare il senso critico 

di Mila Spicola (visita il link)

 

                                                                                      

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 Elogio del Classico 

"Certamente vorrei un classico concepito in modo più moderno di quello ideato nel secolo scorso da Gentile (che poco aveva compreso delle scienze), dove ci fosse un poco più di matematica, e naturalmente di lingue contemporanee oltre al greco (e forse si potrebbe superare la distinzione artificiosa tra classico e scientifico), ma chi ha avuto una buona educazione classica ha sempre trovato qualcosa da fare, anche se non era quello che tutti si aspettavano in quel momento.

 Solo chi ha il respiro culturale che può essere offerto da buoni studi classici è aperto all’ideazione, all’intuizione di come andranno le cose quando oggi non lo si sa ancora.

  In altre parole, vorrei dire che chi ha fatto buoni studi classici, se non è forse capace di fare bene i mestieri esistenti, è più aperto ai mestieri di domani e forse capace di idearne alcuni.

 

 Ma certamente è una sfida. Chi ha paura del classico è meglio prenda altre strade, perché la vita è crudele e – anche se non è politicamente corretto dirlo -appartenere alle élites è rischioso e faticoso. Si può avere una vita felice a soddisfazioni anche estetiche studiando ebanisteria, e guai se non ci fosse chi lo fa".       [tratto da: U. Eco, Elogio del Classico, L'Espresso, 10 ottobre 2013]

 

 
 
 
 

 




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