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Elenco completo libri di testo (aggiornato al 3 luglio 2014) 
 
 
 
ERRATA CORRIGE LIBRI DI TESTO: Si comunica che per la classe 4A dell'indirizzo Liceo Classico il testo indicato per storia rappresentava una vecchia edizione. Per l'edizione corretta si visiti il link seguente o si controlli l'elenco libri completo pubblicato in data 3 luglio.
  
 
 
 
 
 
 
Le Baccanti del Perticari di nuovo in scena ad Ostra Vetere il  15 LUGLIO

 

Le Baccanti del Perticari, dopo il grande successo di pubblico e di critica al teatro la Fenice il 5  giugno scorso, sono tornate in scena il 15 luglio alle ore 21.15 ad Ostra Vetere, nello scenario suggestivo del chiostro di San Francesco. I 30 studenti  del laboratorio di teatro classico del Liceo Perticari e i quattro percussionisti,  grazie alla sapiente regia di Giorgio Sebastianelli, all’originalità dei costumi di Donatella Discepoli, alle coreografie emozionanti di Paola Piccioni e sulle musiche scelte da Michele Giorgi, sono riusciti  a far rivivere la forza e il fascino della tragedia euripidea. Le scene, le danze, le musiche delle Baccanti del Perticari  sono di nuovo riuscite (come già nella prima al teatro la Fenice) a realizzare il senso ultimo del dramma: toccare le corde più profonde del pubblico, emozionarlo nel rappresentare il dramma dell’uomo di fronte alla potenza di un mistero che rende ogni tentativo umano di controllo tragicamente ridicolo.
 
 
 
Le Baccanti del Perticari alla Fenice di Senigallia

 

Gli studenti del laboratorio di teatro classico del Liceo Perticari portano in scena al teatro la Fenice di Senigallia giovedì 5 giugno alle ore 21.15 le Baccanti di Euripide, regia di Giorgio Sebastianelli, scenografia e costumi di Donatella Discepoli, coreografie di Paola Piccioni, musiche di Michele Giorgi. Un dramma, Le Baccanti, che tocca corde profonde: le scene, le danze, le musiche, grazie alle professionalità coinvolte e all’energia dei ragazzi, faranno rivivere la forza e il fascino di una tragedia, l’ultima di Euripide, che resta la più enigmatica e la più suggestiva della storia del teatro classico. Dioniso, divinità alla quale era consacrato il teatro, per la prima e unica volta diventa personaggio di una tragedia. Il dio di tutti i misteriosi flussi vitali che scorrono nella Natura fin dai primordi, Dioniso in persona entra in scena con il suo corteo di baccanti, per diffondere il suo culto e punire chi lo combatte. Nei suoi riti la danza sacra, sfrenata, porta i fedeli, invasati, a toccare la potenza del suo mistero, terribile e sublime. La potenza di un mistero che rende ogni tentativo umano di controllo e di dominio ridicolo, patetico. Tragico.

Il Liceo Perticari mostra ancora una volta di voler investire su esperienze culturali ed artistiche significative e di alto profilo rivolte non solo ai propri studenti ma a tutto il territorio.

 
 
 Visita il collegamento per le immagini della rappresentazione al Teatro La Fenice
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Una giornata particolare

 

Mi corre l'obbligo come Dirigente Scolastico di raccontare e descrivere la giornata del 3 maggio 2014 quando a causa degli eventi atmosferici a Senigallia, in particolare alcune zone, sono state messe in gravissima difficoltà le scuole del Campus.

Avevo preso alcuni giorni di ferie (ferie vecchie che avrei perso), la mattina presto avendo ricevuto comunicazioni circa lo stato di crisi legato al pericolo di esondazioni mi sono messo in macchina da Chiaravalle e ho raggiunto la mia Scuola.

Mi sono recato alle ore 9,30 in Via D'Aquino presso l'ex Liceo Psicopedagogico oggi Liceo delle Scienze Umane e vi ho trovato la Vicepreside che stava autorizzando molti studenti, accompagnati dai genitori, che volevano uscire. Del  resto l'unica maniera, giuridicamente legittima per i minorenni era quella di prevedere la presenza dei genitori o di recepire tale richiesta per via telefonica che opportunamente veniva registrata e messa agli atti.

La situazione con la piena del fiume è andata via via peggiorando fino a farci temere il peggio; l'acqua ha invaso tutto il primo piano andando ad interessare anche parte dell'archivio della Scuola, con grande sollecitudine abbiamo staccato l'impianto elettrico generale, chiuso l'erogatore del gas e messo in sicurezza alcune attrezzature e le documentazioni  (registri di classe e registri dei professori) che potevano essere deteriorabili.

Il momento più difficile è  stato quando abbiamo sentito un odore forte che poteva essere riconducibile ad una fuga di gas causata da una rottura di una tubazione, contemporaneamente tutto l'impianto idraulico e la caldaia che è posta nell'interrato si è riempita d'acqua che ha sfondato porte e ha sommerso tutto lo stabile.

Le persone presenti, studenti, docenti, collaboratori scolastici, assistenti di segreteria e anche alcuni genitori rimasti bloccati nonché alcune persone che abbiamo ospitato,perchè si erano rifugiati presso la nostra scuola, sono stati invitati al II piano per motivi di sicurezza.

Fin dalle 10 era impossibile stabilire contatti telefonici  con chiunque, qualche studente riusciva a comunicare occasionalmente; nella zona sono intervenuti un gruppo di volontari Vigili del fuoco che hanno presidiato la Scuola fino alle ore 17,30 quando sono arrivati dei volontari della Protezione Civile a dare il cambio.

Nelle occasionali comunicazioni che abbiamo avuto ci è stata prefigurata la possibilità che saremmo potuto rimanere a Scuola anche per la notte.

L'acqua scorreva in maniera vorticosa fino a coprire i tetti delle macchine, invadeva il primo piano, e la paura e l'apprensione crescevano, devo dire che tutti i presenti non hanno mai perso la calma e si sono adoperati in tutte le maniere per sperare che comunque ce l'avremmo fatta ad uscire da quell'incubo.

La vice Preside, i docenti presenti, i collaboratori scolastici, i genitori ed anche gli estranei che avevamo accolto, hanno avuto la forza di far passare quelle ore disperate con grande spirito di collaborazione: c'è chi ha suonato il pianoforte e fatto cantare gli studenti, i collaboratori scolastici e tutti quelli che erano presenti hanno cominciato con ramazze a pulire e far defluire l'acqua del primo piano e al contempo aspettare i camion dei vigili del fuco per tornarsene a casa.

La tensione e le notizie tragiche che si apprendevano dai rari contatti con l'esterno ci raccontavano della tragedia, accanto ai tanti voli degli elicotteri sopra la nostra Scuola. Ad un certo punto ci hanno detto se volevamo essere trasportati all'esterno dagli elicotteri. Noi abbiamo risposto che non c'erano al momento necessità che lo richiedevano.  Insieme a noi anche il Presidente del Consiglio di Istituto, Giuseppe Cecchetti, bloccato a scuola  che ha condiviso con noi quelle brutte ore. Quando il livello dell'acqua è cominciato a diminuire tutti si sono impegnati per pulire la scuola aspettando i camion dei vigile del  fuoco, era nell'aria che saremmo riusciti tutti forse a tornare a casa e dormire insieme ai nostri cari.

Alle 18,30 circa sono giunti i vigili del fuoco con il loro camion, sono salite tutte le 62 persone e quindi sono partito anch'io in macchina sfidando l'acqua della strada, mi è andata bene.

Mi hanno riferito che una volta giunti in Piazza Saffi, qualche genitore, comprensibilmente in apprensione si è sfogato con i professori presenti perchè non avevano avuto notizie dei loro figli, abbiamo fatto loro presente che i loro figli erano state opportunamente salvaguardati e messi in sicurezza e che le comunicazioni erano saltate del tutto così da impedirci di comunicare con loro. Cose comprensibili anche se spiacevoli a fronte dello sforzo e dell'abnegazione di tante persone cheavevano lavorato umilmente nella Scuola

Questa in estrema sintesi la cronaca della giornata che vorrei sia ricordata oltre che per i tragici eventi e i tanti danni, anche per quello che la Scuola ha fatto. Non solo la nostra Scuola, ma anche per le altre Scuole che hanno mostrato un alto senso civico e una grande responsabilità nel loro esercizio e nei loro doveri.

E' andato tutto bene grazie agli sforzi di tutti ma non potrò mai dimenticare quello che tante persone umili, che silenziosamente fanno il loro dovere senza particolari encomi da parte di nessuno, hanno fatto per il bene di altri.                                                          

                                                                                                              IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                  Alfio Albani                       

 
 
 
 
 
 
 
 
 IL NOSTRO LICEO
 
 
La nostra Scuola, il Liceo Classico, delle Scienze umane ed Economico sociale, è il polo degli studi umanistici e delle Scienze economico sociali del territorio senigalliese, del suo entroterra e anche in parte del bacino della valle del fiume Cesano.
Quando diciamo studi umanistici e scienze sociali non vogliamo alzare steccati contro altri tipi di apprendimenti: nella nostra Scuola gli studenti scelgono e ottengono risultati di chiara eccellenza anche quando si iscrivono a falcoltà scientifiche e tecniche.
Le statistiche a nostra disposizione, attraverso le quali monitoriamo le evoluzioni e gli esiti dei nostri studenti, presentano dei chiari ed incontrovertibili risultati.
Parrebbe strano, ma sappiamo, e tutti dovrebbero saperlo, che la distinzione o la separatezza tra la cosiddetta cultura umanistica e la cultura scientifica, per molti versi, è bigiotteria tardo romantica.
Se è vero come è vero che più del 90% dei grandi manager e dei quadri direttivi proviene da studi classici umanistici, dobbiamo ripensare a tutto il sistema di idee che ci viene a volte qualunquisticamente proposto.
In questa breve presentazione della nostra Scuola non si intende promuovere il complesso dialogo, che pur dovrebbe essere effettuato, intorno ai saperi e ai loro statuti epistemologici che, come è evidente per tutti, sono da ripensare e riconsiderare. Ed è proprio in questo senso che molte delle attività didattiche che vengono promosse nella nostra scuola prendono motivazione. Lo sforzo di dinamicizzare le varie discipline e renderle capaci di sviluppare reali competenze e abilità, si attua e si svolge attraverso scelte culturali e pedagogiche che i docenti progettano nel pensare e ripensare gli insegnamenti specifici che gli sono affidati.
Il mutare dei contesti socio-culturali impongono il continuo ripensamento dell'azione didattica che non può prescindere dalle esigenze di apprendimento degli studenti. Il diritto all'apprendimento fonda il riferimento più certo per ogni scelta operativa e culturale atta al miglioramento dell'azione educativa.
Il nostro Liceo attraverso un percorso di costante attenzione sta cercando di promuovere questo tipo di benessere culturale perché profondamente convinto di questo suo mandato.
Un Liceo quindi non severo, ma serio e attento ai propri studenti, alla comunità stessa e non rinchiuso dentro logiche passatiste, una Scuola costantemente proiettata verso la contemporaneità degli ultimi 2.500 anni di civiltà umana.
Siamo infatti convinti che i presupposti su cui si fondano lo Stato moderno, l'Europa, i diritti e i doveri universali, il nostro orizzonte umano e sociale, fanno riferimento a dei presupposti culturali e scientifici imprescindibili. Noi coltiviamo questi presupposti. La loro eventuale alienazione o riduzione costituirebbe non un passo indietro, ma forse la fine stessa delle nostre conquiste civili.
La flessibilità, l'intelligenza (inter legere) offrono agli studenti questi strumenti e valori che possono, come è ampiamente dimostrato,  aprire le porte di tutti i saperi.
 
                                                                                                                                                                                                                Il Preside
                                                                                                                                                                                                              (Alfio Albani)
 

 

 Breve Biografia di Giulio Perticari (sito Wikipedia)

 

 

 

 

 

 

 La scuola deve stimolare il senso critico 

di Mila Spicola (visita il link)

 

                                                                                      

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 Elogio del Classico 

"Certamente vorrei un classico concepito in modo più moderno di quello ideato nel secolo scorso da Gentile (che poco aveva compreso delle scienze), dove ci fosse un poco più di matematica, e naturalmente di lingue contemporanee oltre al greco (e forse si potrebbe superare la distinzione artificiosa tra classico e scientifico), ma chi ha avuto una buona educazione classica ha sempre trovato qualcosa da fare, anche se non era quello che tutti si aspettavano in quel momento.

 Solo chi ha il respiro culturale che può essere offerto da buoni studi classici è aperto all’ideazione, all’intuizione di come andranno le cose quando oggi non lo si sa ancora.

  In altre parole, vorrei dire che chi ha fatto buoni studi classici, se non è forse capace di fare bene i mestieri esistenti, è più aperto ai mestieri di domani e forse capace di idearne alcuni.

 

 Ma certamente è una sfida. Chi ha paura del classico è meglio prenda altre strade, perché la vita è crudele e – anche se non è politicamente corretto dirlo -appartenere alle élites è rischioso e faticoso. Si può avere una vita felice a soddisfazioni anche estetiche studiando ebanisteria, e guai se non ci fosse chi lo fa".       [tratto da: U. Eco, Elogio del Classico, L'Espresso, 10 ottobre 2013]

 

 
 
 
 

 




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